Ieri sera al Fatebenefratelli si è svolto il secondo appuntamento del progetto sulla legalità: è stato presentato il libro “La scelta di Lea. Lea Garofalo: la ribellione di una donna alla ‘ndrangheta”, edito da Melampo e scritto da Marika Demaria.

La vicenda di Lea è una delle più commoventi e strazianti nella lunga storia della criminalità organizzata e allo stesso tempo uno degli esempi più nitidi di giustizia e coraggio: “normali” cittadini agiscono in situazioni estreme, nonostante tutte le avversità, mossi dalla ricerca di verità, di ciò che è lecito e doveroso compiere per perseguire ed ottenere giustizia.

Accade a Milano: nel 2009 Lea Garofalo fu sequestrata, uccisa e ridotta in cenere dai suoi familiari, in primis dal marito, per aver rotto con una cultura criminale di violenza omertosa. Con lei la figlia, Denise Cosco, che con coraggio tale da lasciare attoniti denuncia il padre Carlo, gli zii, il fidanzato e altri due imputati. Denise ha solo 20 anni, ma da allora è costretta a vivere sotto protezione.

Sullo sfondo di questo dramma sconvolgente che si dipana tra la Calabria e la Lombardia si stagliano omicidi insoluti, traffici di stupefacenti e il profilo di una ‘ndrangheta padrona di interi territori. Una storia da incubo, nella quale la narrazione asciutta che l’autrice ci trasmette dall’interno del processo diventa documento eccezionale, denuncia insostenibile.

Lea resta incinta molto giovane e per la figlia aspira ad un futuro diverso dal suo: desidera che Denise sia libera e non abbia paura, che possa studiare e affermarsi. Per questo motivo lascia il marito, confessa tutto ciò che sa alla polizia e per questo verrà uccisa il 24 novembre 2009. La figlia, minorenne all’epoca dei fatti, non crede al padre che le riferisce di come Lea l’abbia abbandonata e lo denuncia pertanto alle autorità nel tentativo di ottenere giustizia: la Cassazione ha infine condannato nel 2014 il padre Carlo, insieme ai suoi complici, all’ ergastolo.

Marika ha raccontato magistralmente questa dolorosa vicenda davanti ad un pubblico assorto, intervistata da una bravissima Katia Sala; la drammaticità degli eventi è stata stemperata e allo stesso tempo resa viva dal linguaggio della musica, a cura di Sara Velardo e Roberta Corti.

La serata è stata introdotta dal Vicesindaco Raffaella Brioni, che ha esordito con una breve riflessione sulla concomitante giornata internazionale sulla “violenza contro le donne”, alla quale ha fatto seguito un intervento del Prefetto e di Alessandra Anghileri, della Associazione Nazionale Famiglie Caduti e dispersi in Guerra (sezione Valmadrera e Provinciale)

Il prossimo appuntamento, affidato nuovamente all’eccellente organizzazione della Associazione “Lo stato dell’arte” di Lecco, si terrà il 2 dicembre alle ore 21 presso la Sala Auditorium del Centro Culturale Fatebenefratelli. Tema della serata il libro “Io sono nessuno”, scritto recentemente da tre giornalisti lecchesi sulla figura di Piero Nava, primo testimone di giustizia in Italia.