Lecco il 15 novembre 2021 – Che il calcio sia un mondo a sé stante è noto ai più. Ma che si passi dal “quello lo caccio, l’altro pure”, a un “tutti confermati”, ce ne corre. Eppure è quel che succede in via don Pozzi dove domenica sera il patron Paolo Di Nunno ha fatto fuoco e fiamme, ma ieri evidentemente è stato consigliato di fare diversamente. Da chi? Dai figli Paolo Christian, ufficialmente il presidente della Calcio Lecco 1912, e dal vicepresidente Gino (Biagio) Di Nunno. Lui, il patron, forse avrebbe rimosso volentieri in primis Fracchiolla e poi gli altri due (Zironelli e il suo vice Malgrati). Ma l’intento sembra essere quello di togliere ogni alibi alla squadra che a Trento non potrà più nascondersi dietro a Fracchiolla o a mister Zironelli. Loro sono stati “cacciati” e poi “ripresi”. Ora tocca ai giocatori dimostrare di volerli. Se non lo faranno probabilmente la decisione presa domenica scorsa tornerà riproposta tale e quale nel dopo partita di Trento. Ma l’importante è difendere il Lecco dagli attacchi esterni non da Zironelli, Fracchiolla e neanche da Di Nunno. Un Lecco così fragile in campo e fuori rischia di essere preso sotto gamba dalla Lega e dagli arbitri. Urge un cambiamento di rotta a partire dalla squadra ma che coinvolga poi tutto l’ambiente. Perché le colpe quando si sbaglia, come i meriti quando si vince, sono sempre equamente suddivisi. Intanto alla squadra sono stati ordinati doppi allenamenti per tutta la giornata. Poi si vedrà.

 

Qui sotto il video integrale della conferenza stampa di domenica pomeriggio