Lecco Merita di Più interviene sul tema del nuovo comune, criticando la scelta di lasciare il progetto di via Marco d’Oggiono, soprattutto se risulterà essere stata fatta per acquistare l’ex Banca Popolare di piazza Garibaldi.

La decisione di cambiare rotta sulla nuova casa del comune è stato davvero un fulmine a ciel sereno per tutti (alcuni membri della maggioranza compresa). La strada intrapresa da Sindaco e (forse) Giunta è estremamente pericolosa, in quanto rischia di appesantire a tal punto il bilancio da frenare le opere più importanti e in grado di creare indotto economico per Lecco

La scelta inoltre di far intervenire il pubblico per risolvere un “problema privato” sarebbe un vero fallimento politico, che si contrappone al successo di una operazione pubblico su pubblico come quella che aveva portato all’acquisizione di Via Marco d’Oggiono.

Ci auguriamo ci possa essere spazio per un ripensamento, vista anche l’uscita di scena della figura istituzionalmente più importante per il comune, nonché di una delle persone più apprezzate e stimate da parte di maggioranza e minoranza.

In ogni caso quanto avvenuto, a prescindere dalle parole di circostanza del sindaco, segna una forte rottura all’interno della maggioranza sulla tematica del nuovo comune, divisa tra lealisti ad ogni costo e figure che cercano di mantenere una propria coerenza. Ed inoltre si evidenzia una sempre maggiore crisi del PD cittadino, passato in poco tempo dalla predominanza alla irrilevanza politica.

Il cambio di passo tanto promesso ha sorpreso la stessa maggioranza: di questo passo però il Sindaco rischia di rimanere in compagnia solo delle sue smanie di grandezza!

“Merita una menzione speciale Francesca Bonacina”, conclude il capogruppo Emilio Minuzzo, “persona qualificata e per bene. Ho avuto modo di lavorare con lei prima nelle vesti di Vice Sindaco poi come Presidente del Consiglio Comunale; le riconosco anche qui grande onestà intellettuale e disponibilità al dialogo e alla collaborazione. Mi viene in mente una celebre frase che dice più o meno cosi “giustizia e dignità o sono chiuse nel cuore del capitano o a bordo non albergano”, spiace che a scendere “da bordo” sia stata lei! L’aula ma sopratutto la Città escono impoverite a livello umano, istituzionale e in termini di competenza. Sia a titolo personale, che a nome del gruppo consigliare voglio ringraziarla per il lavoro svolto fino a qui e per l’indiscutibile servizio reso alla collettività in quasi 12 anni.”

Emilio Minuzzo

Simone Brigatti

Gianni Caravia