Lecco, 14 ottobre – Viene proiettato in anteprima nazionale lunedì 18 Ottobre alle 21 al cinema Nuovo Aquilone di Lecco il documentario Un Mondo Giusto, realizzato dal regista Manuele Mandolesi, Globo d’oro 2020 in occasione dei 50 anni di fondazione dell’Ong di Lecco Mondo Giusto e a 26 anni dalla strage del 1995 nel parco dei Virunga (ex Zaire) in cui persero la vita quattro volontari e due figli piccoli di uno di loro.

Dopo la presentazione a Venezia il 9 settembre all’interno dello spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo, nei giorni della 78. Mostra Internazionale di Arte Cinematografica, il film – Prodotto da FeDS e realizzato da Respiro Produzioni – sarà in anteprima nel cinema cittadino. Intervengono: Manuele Mandolesi, regista; Flavio Riva, vicepresidente di AMG; Lucia Bressan, volontaria storica di AMG; Renato Borroni, consigliere di AMG e uno degli artefici nel 1989 della Centrale idroelettrica a Rutshuru, in Congo; Giulio Colombo, consigliere AMG e nipote di Domenico Colombo; Francesco Battistini, giornalista del Corriere della Sera. Moderano mons. Davide Milani, Presidente FEdS e Chiara Pelizzoni, curatrice artistica del documentario e giornalista di Famiglia Cristiana. L’ingresso è gratuito, ma su prenotazione online al link: https://www.aquilonelecco.it/un-mondo-giusto/; qui trama, trailer e info: https://www.aquilonelecco.it/un-mondo-giusto/.

«La memoria è autentica solo se coltivata» è il commento di monsignor Davide Milani, prevosto di Lecco e presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo. «La fondazione con entusiasmo ha raccolto la sfida che Associazione Mondo giusto ci ha lanciato per narrare la loro pluridecennale storia di bene, per ricordare il tragico assassinio di alcuni dei loro volontari. Realizzare un documentario su queste esperienze di vita significa utilizzare l’arte cinematografica per comprendere il segreto che sta alla base del lavoro di questi volontari, rendere imitabile il bene che stanno realizzando e dimostrare come possa rendere bella la vita di chi dona tempi e amore agli altri. Questo documentario è uno strumento che vuole coltivare la memoria del lavoro di mondo giusto mantenendone vivo l’insegnamento».

Scopo del documentario: custodire la memoria di quell’evento luttuoso e cruciale per l’organizzazione, ma – evitando che diventi un memoriale – guardare avanti: al bene che genera bene con i progetti realizzati negli anni e che tuttora vanno avanti; alla centralità dei volontari che, ieri come oggi, si impegnano con Mondo Giusto. Il tema, l’amore che è più forte della morte. Attraverso la testimonianza dei volontari di Mondo Giusto verrà ripercorsa la storia dell’Associazione, il dolore dell’attentato – avvenuto nello stesso parco dei gorilla di Virunga dove è stato ucciso a febbraio l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, l’agente di scorta, Vittorio Iacovacci, e il loro autista – per guardare, anche concretamente con i contributi arrivati dall’Africa, alla bellezza del fare il bene e a che cosa ha generato tanto amore.

«Credo che realizzare un film che narri 50 anni di vita di un’associazione e della sua dolorosa tragedia, rispettando l’autenticità e la sobrietà che l’hanno sempre distinta, fosse una faticosa se non impossibile impresa» le parole di Flavio Riva, vicepresidente dell’Associazione Mondo Giusto e unico superstite della strage insieme a Noella Castiglioni. «Ho visto di nuovo il film e io e tutta l’associazione siamo grati agli autori, al regista e a tutti quanti per aver soddisfatto al meglio i nostri desideri rispettando il nostro essere, le nostre gioie e i nostri dolori. Spero che il film venga visto da molti e che tra questi qualcuno si avvicini se non proprio ad AMG comunque a un’associazione o a un ente che operi nel campo del volontariato e del bene».

La produzione. Associazione Mondo Giusto, fondata dai coniugi Colombo, Domenico e Alessandra Carsana, ha avuto l’idea di far conoscere l’esperienza dell’associazione tramite un film documentario affidandone la realizzazione a Fondazione Ente dello Spettacolo presieduta da mons. Davide Milani. La regia del documentario è di Manuele Mandolesi, scritto da Claudio Centioni con la collaborazione di Teresa Lucente, tutti di Respiro Produzioni. La direzione artistica è affidata a Chiara Pelizzoni, giornalista di Famiglia Cristiana.

«Difficile condensare in meno di un’ora di film le storie di centinaia di volontari e raccontare le migliaia di progetti che l’associazione Mondo Giusto ha realizzato in Africa e non solo» conclude il regista Manuele Mandolesi. «Una ONG che ha sempre puntato allo sviluppo sul territorio, alla creazione di posti di lavoro, di autonomia per le persone che lo abitano, cosa che ci ha colpito sin da subito. Un amore che diventa reale, palpabile, materiale, che incide sulla vita dichi ha più bisogno. Nel film raccontiamo questo amore che li ha portati a donare tempo agli ultimi e ricordiamo le vittime del ‘95. Il dolore non li ha fermati, anzi ha dato una nuova spinta per continuare a fare del bene».

Il regista. Classe 1977, originario di Civitanova Marche, Manuele Mandolesi ha esordito con il documentario Il cammino di Santiago; ha collaborato come filmmaker e regista per Raitre, La7, Mtv, Sky, Canale5, Focus e con il Corriere della Sera. Nel 2014 ha trascorso sei mesi su una nave militare per raccontare, con il docufilm La scelta di Catia, la vita della prima comandante donna durante l’operazione “Mare Nostrum”, poi vincitore del premio Flaiano. Nel 2017 ha vinto il Walles International Documentary Festival con il corto documentario Far East. Con Vulnerabile bellezza – il racconto intimo della vita di una famiglia di allevatori dopo il sisma che ha colpito il centro Italia – ha vinto il premio Popoli DOC-CG Entertainment come miglior film italiano al Festival dei Popoli 2019, poi il Globo d’Oro 2020 come miglior documentario e il premio Dolomiti Unesco al Trento Film Festival 2020. Ha da poco concluso le riprese di Sogno Azzurro la docuserie Rai in onda dal 7 al 10 giugno che racconta il percorso degli azzurri verso gli europei.

Il film documentario è realizzato grazie al sostegno della famiglia Domenico e Alessandra Colombo, Giambattista Locatelli, con il supporto tecnico di “B&b Pescarenico”.