Lecco, 5 ottobre 2021 – Non si fermano i rincari delle materie prime. L’Italia è particolarmente esposta all’aumento dei prezzi, essendo la seconda economia dell’UE per produzione manifatturiera, con un’alta dipendenza dall’estero di commodities. A pagare il prezzo più alto di questa corsa, sono le aziende che si occupano di manifattura e costruzioni. A queste, Confartigianato ha dedicato un approfondimento che mostra come il caro energia va ad incidere direttamente e in maniera pesante sui bilanci aziendali.

In Lombardia si stima che oltre 163mila micro e piccole imprese della manifattura e delle costruzioni siano interessate da uno shock sui maggiori costi delle materie prime che su base annua vale 11.992 milioni di euro, pari al 3% del PIL.

A Lecco provincia italiana a più alta specializzazione artigiana del settore della meccanica, la fotografia scattata dall’Ufficio Studi di Confartigianato, mostra un quadro in tendenza con quanto sta avvenendo nel resto della regione e del Paese. Su 6.120 MPI manifatturiere e delle costruzioni, di cui 57% imprese artigiane (4.467) con 13.394 addetti (su 27.809 addetti totali delle MPI) gravano effetti caro-commodities no energy per 497 milioni di euro (maggiori costi a parità di volumi nel 2021).

“Una vera e propria batosta per i bilanci delle aziende che paradossalmente in alcuni casi devono rinunciare a lavorare sia per il prezzo troppo elevato delle materie prime sia per la difficoltà a reperirle sul mercato – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Lecco, Daniele Riva – Materie prime sempre troppo care e spesso introvabili sono un freno per la ripresa. Si riducono il valore aggiunto e la propensione ad investire delle imprese, compromettendo sia i processi di innovazione che la domanda di lavoro. Le nostre aziende rallentano la produzione e, in alcuni casi, tornano ad utilizzare gli ammortizzatori sociali, nonostante la ripresa degli ordinativi”.

“La nostra Associazione di categoria si sta muovendo per chiedere al Governo – aggiunge il segretario generale Vittorio Tonini –di vigilare e scongiurare manovre speculative. Per quanto riguarda le materie prime che impattano su tariffe amministrate vanno messi in atto meccanismi di calmierazione come è stato fatto per l’energia. Inoltre, per quanto riguarda gli appalti e le opere pubbliche, chiediamo di favorire la revisione dei prezzi nei contratti”.