Lecco, 5 luglio 2021 – “Le visite di oggi, con il ministro della Salute, Roberto Speranza, confermano la grande attenzione che, a ogni livello istituzionale, partendo proprio da Regione Lombardia, viene posta verso il territorio e le sue preziose strutture”. Lo ha detto la vicepresidente e assessore regionale al Welfare, Letizia Moratti, a margine della visita agli ospedali ‘San Leopoldo Mandic’ di Merate e ‘Manzoni’ di Lecco.

“Insieme – aggiunge la vicepresidente – abbiamo potuto apprezzare alcune grandi eccellenze della Lombardia, come il Dipartimento della Fragilità (Difra) e la rete locale delle cure palliative, importanti punti di riferimento del sistema sanitario lombardo. In particolare a Merate – ha aggiunto – negli ultimi anni sono stati investiti 24 milioni di euro e sono stati conclusi interventi per altri 28. Solo nel 2021 abbiamo investito di apparecchiature di alta tecnologia come la colonna laparoscopica che esiste sono il 2 altri ospedali e un angiografo di ultimissima generazione. Vogliamo continuare a investire su questo ospedale”.

“Ancora una volta – prosegue la vicepresidente Moratti – abbiamo toccato con mano l’ottimo lavoro e la professionalità che vengono messe in campo ogni giorno. Penso, ad esempio, alla radiologia e all’ecofast domiciliare. E, ancora, all’infermiere di famiglia e di comunità, alla centrale operativa dell’Assistenza domiciliare integrata, alle degenze di transizione subacute, all’ortogeriatria, alla centrale della rete locale delle cure palliative oltre che a tutto quello che viene fatto per continuità delle cure e le dimissioni protette”.

I SINDACATI – LA NOTA DELLE RSU
“Siamo sempre più amareggiati e delusi da questo modo di organizzare gli incontri con figure Istituzionali, che dovrebbero ascoltare ed incontrare i Rappresentanti dei Lavoratori, che invece vengono sistematicamente esclusi da ogni possibile incontro dove si dovrebbero confrontare ed esprimere le proprie rivendicazioni. Caro Ministro noi avremmo molte cose da dirle ma purtroppo non siamo stati invitati. Siamo  costretti, come ormai è risaputo da anni, al messaggio attraverso i comunicati stampa che se vuole racchiudono la nostra indignazione per un evidente massacro della sanità pubblica dopo un periodo di grande sofferenza degli operatori sanitari, eroi ora dimenticati; assistiamo alle passerelle di immagine per nascondere le vere difficoltà che rivendichiamo da anni.

Mancanza di personale, assenza di relazioni sindacali degne di questo nome, distruzioni dei servizi territoriali, accentramento ospedaliero di attività domiciliari vedi ADI e DIFRA, non si vede ancora nessun infermiere di famiglia. Accanimento con procedimenti disciplinari e denunce nei confronti di delegati sindacali, abbiamo incontrato 4 volte i prefetti in 3 anni e fatto due scioperi per rivendicare i diritti sindacali, la sicurezza dei lavoratori che purtroppo conta 900 operatori contagiati in un anno e la difesa di una sanità pubblica devastata dalla gestione di una classe politica e dirigenziale incapace. Caro Ministro, ci spiace non poter parlare direttamente con lei ma purtroppo nessuno ci ha invitati”.