Il calendario delle mostre e delle iniziative culturali promosse dalla Provincia di Lecco a Villa Monastero si arricchisce dal 2 luglio al 31 agosto con una nuova proposta dedicata al pittore milanese Antonio Venini (1858-1941), profondamente legato a Varenna, località in cui visse a lungo e dalla quale derivano le origini della sua famiglia e dei suoi avi, qui presenti fin dal XIV secolo.

Grazie a questo nuovo evento estivo, che commemora gli 80 anni della morte dell’artista, i visitatori potranno ammirare le opere dell’autore, generosamente prestate da collezionisti privati, alcune delle quali proposte per la prima volta al pubblico nella mostra curata dal conservatore della Casa Museo Anna Ranzi.

Paesaggi dedicati alla raffigurazione del Lario e del borgo di Varenna si affiancano a scene e vedute di montagna e di mare, ambientate nei luoghi da lui frequentati durante la sua lunga esistenza, dipinti spesso per diletto, ma sempre raccontati con intensità e passione, che denotano un profondo amore per la natura.

Dopo il primo approccio legato a Francesco Didioni e qualche successivo riferimento al clima culturale scapigliato, che si percepisce ancora in alcuni ritratti di famigliari proposti in occasione della rassegna, verso gli anni Ottanta l’artista si rivolge ai modi del naturalismo lombardo, che, dopo le prove assai apprezzate di Filippo Carcano, Eugenio e Lorenzo Gignous e quelle poco più tarde di Achille Tominetti, attivi sul lago Maggiore nei luoghi che Venini frequentava, insieme a quelle di altri pittori professionisti che lavoravano in territorio lombardo, come Uberto Dell’Orto, Emilio Gola, Mosè Bianchi, Pompeo Mariani e Leonardo Bazzaro, stava rapidamente diffondendosi in tutto l’area dell’Italia settentrionale, pur con esiti diversi.

Venini si dedicò anche al tema della natura morta, scegliendo soprattutto composizioni di frutta o floreali in cui dimostra una stesura caratterizzata da pennellate veloci e frante, cariche di colore smaltato, con superfici talvolta a rilievo che rendono ancor più vibranti e luminose le scene raffigurate, utilizzate spesso anche negli amati paesaggi esposti, che divengono viva e concisa rappresentazione della realtà.

Di lui possiamo apprezzare in questa mostra le raffigurazioni del Lario e del borgo di Varenna, insieme ad alcune vedute delle zone che amava frequentare, il Lago Maggiore, Macugnaga e Cogne, ma anche il mare della Versilia e il Tigullio, come attestano alcuni intensi scorci paesaggisti presenti, che si affiancano ai ritratti dei famigliari, che denotano una capacità di raffigurazione davvero notevole, che coglie i caratteri oltre alle fisionomie dei personaggi effigiati.

“Siamo davvero grati ai proprietari che hanno messo a disposizione dei numerosi visitatori, che in questo periodo stanno tornando a frequentare la nostra bella villa, i quadri da loro raccolti e conservati con cura e attenzione; a loro va il nostro sentito ringraziamento per averci offerto questa straordinaria opportunità, che contribuisce ad arricchire il calendario delle iniziative proposte dalla Provincia di Lecco a Villa Monastero” sottolineano il Presidente Claudio Usuelli e la Consigliera provinciale delegata alla Cultura e al Turismo Irene Alfaroli.

La mostra è visitabile nell’orario di apertura di Villa Monastero ed è compresa nel biglietto di accesso.