Nell’ambito di un progetto di valorizzazione dei luoghi storici della Resistenza nel territorio comunale, gli studenti della scuola secondaria di primo grado “Antonio Stoppani” di Lecco 3 hanno dato vita alla mostra virtuale “La Resistenza lecchese in pixel”, progettandone la sede espositiva e le opere, ispirate da alcuni episodi accaduti realmente in città. La galleria online è disponibile al seguente collegamento.

“Credo che tutti noi cittadini lecchesi – spiega l’assessore all’Istruzione e alla formazione Emanuele Torri – dobbiamo essere grati agli alunni e alle insegnanti della classe 3D della scuola Stoppani per aver recuperato pagine fondamentali della storia della nostra città. Il processo che le docenti hanno attivato e la risposta così seria e responsabile degli alunni sono un esempio di cittadinanza attiva: prendersi cura del nostro passato, approfondito e fatto divenire memoria collettiva, per lasciarlo in eredità alle generazioni future”.

Il progetto, coordinato dalle docenti Rita Carlone ed Elisabetta Rurali della scuola media “Stoppani”, è stato realizzato in quattro fasi: nella prima, gli alunni hanno analizzato il periodo storico, con particolare approfondimento degli eventi in città e nelle montagne soprastanti grazie all’importante supporto di ANPI Lecco; nella seconda fase, gli studenti hanno creato opere d’arte ambientali da esporre negli spazi virtuali, cioè manufatti che hanno la loro ragion d’essere in quanto posizionati in quel luogo stesso, perché strettamente legate a quell’ambiente specifico; nella terza, gli alunni hanno compilato le didascalie che spiegano ciò che è storicamente avvenuto nel luogo scelto e il significato dell’opera lì collocata; nell’ultima fase, gli studenti hanno progettato la struttura espositiva online collocando foto dei luoghi simbolo e opere realizzate nelle pareti virtuali del museo. Alcune soluzioni grafiche adottate sono state ispirate dal Museo del Deportato di Carpi, località strettamente legata a Lecco, tramite la Fondazione Fossoli.

“Le interruzioni della didattica in presenza – sottolinea la prof.ssa Elisabetta Rurali – non hanno fermato lo studio e la conoscenza, ma sono state da stimolo per individuare una nuova formula comunicativa che, tra l’altro, potrà anche essere accessibile in futuro. Con gli studenti delle medie si è operato mantenendo una forte attenzione alle fonti e ai documenti storici, che hanno permesso di avvicinare i ragazzi alle figure simbolo della Resistenza cittadina”.