Venerdì alle 18 in Piazza A. Diaz di Lecco, nel rispettato del distanziamento sociale, è previsto un presidio per chiedere la pace in Palestina. Organizzano Circolo Arci Spazio Condiviso, Mir Sada – Lecco, Qui Lecco Libera, Collettivo Venerdì sera sono (al) Libero, Dinamo Culturale, Tribunale Permanente dei Popoli – Lecco con l’adesione dei sindacati. Durante l’iniziativa interverrà Egida Beretta, madre di Vittorio Arrigoni, attivista italiano rapito e
ucciso a Gaza nell’aprile del 2011.

Queste le ragioni del sit-in secondo gli organizzatori:
Quanto sta accadendo nella martoriata terra di Palestina non può e non deve lasciarci nell’indifferenza. La drammatica escalation degli ultimi giorni ha avuto inizio con la scelta del governo di Israele di autorizzare i coloni ad espellere i palestinesi dalle loro case nel quartiere di Sheikh Jarrah (Gerusalemme Est).

La difesa delle case e della dignità del popolo palestinese è una questione che, a 73 anni dall’inizio della Nakba, segna nuovamente il conflitto tra le parti. A questa scelta è seguita la decisione di impedire ai palestinesi di raggiungere la Spianata delle Moschee nei giorni di preghiera del Ramadan (con lancio di bombe all’interno della Moschea di Al – Aqsa). Dopo questi fatti si è assistito ad un rapido crescendo del conflitto con lanci di missili dalla Striscia di Gaza e la risposta militare israeliana che ha fatto precipitare la Striscia nell’ennesimo atto di guerra.

I risultati devastanti di questo conflitto sono sotto gli occhi di tutti: ad oggi 212 vittime palestinesi, inclusi 61 bambini, la distruzione di circa il 40% dei pozzi d’acqua e delle stazioni di pompaggio, la demolizione di centinaia di case civili e di strutture ospedaliere, il rifiuto da parte di Israele della creazione di un corridoio umanitario.

Saremo in piazza per:
● sollecitare un intervento immediato per il ripristino del diritto internazionale, con l’intervento delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e del Governo Italiano;
● richiedere un cessate il fuoco immediato e l’entrata in vigore di una tregua;
● dare voce e corpo alle persone colpite da questa tragedia;
● denunciare la situazione di repressione sistematica che colpisce il popolo palestinese;
● chiedere che le nostre istituzioni nazionali e territoriali condannino le gesta di Israele, revochino le licenze per forniture di armi e salvaguardino il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese;
● invocare l’immediato riconoscimento in sede Onu della Stato di Palestina come membro effettivo delle Nazioni Unite e si ribadisca il riconoscimento di due Stati in condizioni di pari autorevolezza, legittimità e piena sovranità.