Lecco, 7 maggio 2021 – Il Comitato Salviamo il Magnodeno organizza un presidio pubblico organizzato in Piazza Cermenati a Lecco, a partire dalle ore 15.00 di domenica 9 maggio, sul tema dell’ampliamento della cava sul monte Magnodeno.

Nella fattispecie, vogliamo sottolineare il nostro NO all’autorizzazione di ampliamento della cava di Vaiolo Alta sita sul Magnodeno di ulteriori 2.791.000 metri cubi, in aggiunta ai circa 2.000.000 metri cubi già autorizzati ma non ancora escavati. Si sta parlando di un volume capace di contenere comodamente sei volte il volume del Duomo di Milano! Il risultato sarebbe una voragine ancora più evidente di quella attuale già non trascurabile, in grado di contenere uno dei quartieri storici più grandi della città, come Lecco Centro, Pescarenico, Acquate, Castello, Germanedo, Maggianico, San Giovanni, Chiuso.

Da mesi come Comitato siamo attivi affinché le forze politiche cittadine e provinciali prendano una posizione più netta su un tema così cruciale sia sul piano ambientale che per le sue conseguenze sulla salute pubblica, stante la stretta prossimità del sito estrattivo all’abitato cittadino e consapevoli che sia nell’interesse di tutti fermare questo ampliamento e procedere a un graduale arresto dell’escavazione in quell’area (ci si riferisce, con ciò, al 2025, anno in cui si prevede l’ultimazione dell’escavazione dei 2.000.000 metri cubi già oggetto di precedente autorizzazione).

Data l’imminenza della scadenza della procedura amministrativa, la Conferenza di Servizi che dovrà decidere se autorizzare o meno il PAUR (Provvedimento Ambientale Unico Regionale) per l’allargamento, abbiamo agito su diversi fronti – tecnico e politico – allo scopo di far maturare nelle Amministrazioni cittadine e provinciali la rilevanza delle criticità che lo Studio di impatto ambientale (SIA) redatto per conto dell’azienda Unicalce Spa minimizza o trascura e che restano ancora oggi, a poche manciate di giorni dalla Conferenza decisoria, irrisolte. A questo proposito, ricordiamo il contributo tecnico dell’ente ARPA, che avvalora ancora di più la tesi che come Comitato, da mesi, andiamo sostenendo, parafrasando un illustre “concittadino del passato”, Manzoni:

“L’allargamento non s’ha da fare, né oggi né mai”. La fine dell’escavazione sia un obiettivo della politica oggi o sarà del tutto inutile parlare di ripristini di un’area che sarebbe irrimediabilmente compromessa all’indomani del 2034. Con quale responsabilità l’Amministrazione potrà esprimere un parere favorevole e approvare un progetto così impattante, pieno di criticità irrisolte su cui l’azienda promette monitoraggi futuri senza apportare, ad oggi, alcuna garanzia in merito alla sostenibilità dell’attività?

Domenica sarà l’occasione per conoscerci, per spiegarvi le nostre ragioni che sono il frutto di un lavoro di approfondimento tecnico portato avanti anche grazie al contributo di docenti universitari e ricercatori nei vari ambiti di criticità ambientale che una Valutazione di Impatto Ambientale davvero responsabile verso ambiente e cittadini non potrebbe in nessun caso trascurare o minimizzare.

A partire dalle ore 16.30 sarà dato spazio agli interventi dei portavoce del Comitato, seguiranno poi interventi dei membri del Comitato e di chi, dei presenti, volesse esprimersi in relazione a un tema così marginale agli occhi delle amministrazioni e tuttavia così presente nei vissuti di molti.

Mentre per anni, infatti, la politica ha voluto esprimersi poco o nulla sul tema, venendo meno al suo ruolo di controllore, per quanto concerne i suoi ambiti di competenza, della conformità delle modalità di escavazione con quanto definito dalla Convenzione stipulata con il pubblico, crediamo sia ormai il momento di vederci in piazza, nel rispetto delle norme volte a contrastare la pandemia Covid19, per parlavi a trecentosessanta gradi di ciò che davvero significa l’escavazione per il monte Magnodeno, per il suo ambiente naturale e per la salute dei cittadini.

Parleremo di polveri nocive disperse sopra le nostre teste, delle acque reflue industriali che minacciano l’habitat del gambero di fiume autoctono, del degrado del paesaggio di una città che vuole definirsi sempre più come centro montano di attrazione turistica, della tenuta idrogeologica dell’area in bilico, della difficoltà dei ripristini, della necessità di una pianificazione per quanto concerne i fabbisogni di calce del territorio, e di molto altro ancora.

Rinnovando l’invito a partecipare al presidio, ci vediamo domenica in Piazza Cermenati, per salvare il Magnodeno dall’escavazione, per la sicurezza e il benessere dei cittadini lecchesi. Non dimenticate la mascherina!
Comitato “Salviamo il Magnodeno