Olgiate Molgora, 27 aprile 2021- Negli scorsi giorni in località Beolco a Olgiate Molgora è avvenuto il ritrovamento archeologico dello scheletro di quella che pare essere una donna del X secolo sepolta con il suo bambino.


I reperti sono stati ritrovati nell’area di fronte alla chiesa di San Pietro e Paolo (un tempo San Pietro e Andrea) a seguito dello scavo della trincea per la fibra ottica.

“Purtroppo – raccona il sindaco Bernocco – mancando qualsiasi elemento di corredo nella tomba (monili, gioielli, monete), è difficile che la Soprintendenza possa richiedere ulteriori accertamenti. In ogni caso i corpi sono stati messi in sicurezza dagli archeologici e portati in Soprintendenza dove saranno analizzati e datati con maggiore sicurezza, mentre lo scavo è stato richiuso. Un’avventura che speriamo non sia durata solo lo spazio di alcuni giorni ma che ci auguriamo possa portare nuovo interesse sulla zona di Beolco e sul suo inestimabile patrimonio storico e archeologico”.

“La corsa al progresso e alla modernità, con la connessione ultraveloce, hanno riportato lei e il suo bambino sotto il cielo stellato a ricordare a noi olgiatesi l’inestimabile ricchezza del territorio in cui viviamo, con la millenaria storia di Beolco, dei suoi guerrieri e delle sue dame”, prosegue.

ALDO E GRAUSO
“La storia di Aldo e Grauso, fratelli guerrieri del VII secolo a cui è dedicata la preziosa epigrafe conservata nella chiesa, è stata narrata con romantica eleganza da Paolo Diacono nella sua Storia dei Longobardi e richiamata in versi proprio nella lapide marmorea di Beolco: “Uguali per nascita, aspetto, sensibilità, mezzi, disposizione e prestanza, qui riposano i due fratelli Aldo e Grauso che insieme il mondo ebbe famosi e che una sola morte ha rinchiuso sotto una stessa lapide; testé li uccise malamente la spada crudele”.

“Grazie a molti studi conosciamo bene la loro storia, chissà se un giorno potremo far luce anche sulla storia della donna seppellita a Beolco con il suo bambino in braccio. Quali vicende l’hanno portata a quella triste fine? La guerra? La fame? La malattia? La sua storia si perde nell’oblio dei secoli”.