Lecco, 30 marzo 2021 – Prosegue in maniera serrata l’attività di prevenzione amministrativa antimafia, a tutela del sistema produttivo legale, svolta dalla Prefettura di Lecco con il supporto del Gruppo interforze composto da rappresentanti della Direzione Investigativa Antimafia, Questura, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza.

“Stiamo lavorando intensamente – ha affermato il Prefetto Castrese De Rosa – per salvaguardare l’economia legale dalle infiltrazioni della criminalità organizzata che, in questo territorio, sono prepotentemente radicate come testimoniano le numerose indagini svolte dalle Forze di polizia coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano”.

LE INTERDITTIVE
In questo ambito si inseriscono gli ultimi 3 provvedimenti interdittivi emessi dal Prefetto De Rosa nei confronti di due società con sede a Robbiate, entrambe operanti nel settore del commercio all’ingrosso di rottami e materiale ferroso e non ferroso, e di una con sede legale ad Annone Brianza, attiva nel “commercio all’ingrosso di materiali di recupero facente rifermento a un imprenditore già indagato e condannato per vari reati, tra cui associazione a delinquere, ricettazione, reati inerenti gli stupefacenti, attività di gestione di rifiuti non autorizzata, truffa, reati di natura finanziaria. Persona collegata anche alla recente indagine Cardine Metal Money, sono emerse le condizioni ostative previste dal codice antimafia che determinano l’adozione di un provvedimento interdittivo.

Per quanto concerne, invece, le società di Robbiate, le indagini svolte dalle Forze di polizia nella recente indagine Cardine – Metal Money, coordinata dalla DDA di Milano, hanno consentito di accertare che il titolare era partecipe all’associazione criminale di stampo mafioso di matrice ‘ndranghetista con il ruolo di prestanome dei conti correnti e delle società di fatto riconducibili a due degli arrestati.

Le società assolvevano alla fondamentale funzione di fornire, tramite l’emissione di fatturazioni soggettivamente inesistenti, la copertura contabile necessaria alle aziende utilizzatrici per la cessione di carichi di rottami acquistati in nero. Il denaro corrisposto dalle società utilizzatrici veniva poi in parte riciclato in altre attività e in parte prelevato in contanti per poi essere reinvestito nel traffico illecito di rifiuti e utilizzato per il pagamento degli stipendi dei numerosi soggetti dell’associazione.

Salgono così a 19 le interdittive antimafia adottate dalla Prefettura di Lecco negli ultimi due anni, di cui 8 soltanto negli ultimi quattro mesi, a conferma di un’attività che si va sempre più intensificando nel territorio lecchese.