Lecco, 23 marzo 2021 – Sono 43.225 gli iscritti della Cgil Lecco nel 2020. Un numero costante, in leggera crescita rispetto all’anno precedente, che dimostra ancora una volta come il sindacato lecchese sia stato attivo anche durante l’emergenza sanitaria. La crescita è di 58 tessere, pari allo 0,13% rispetto al dato del 2019.

Tra gli attivi è in crescita la Filcams, con 3.903 iscritti (in aumento di 328, pari al 9,17%), la Fp, a quota 1.726 (+108 dal 2019), la Flc, con 1.603 tessere (con 171 iscrizioni in più). Migliorano anche Fillea (+48 iscritti), Slc (+43), Filt (+26) e Nidil (+12). Rimango generalmente stabili Fisac (-16 iscritti) e Flai (-1), mentre sono calate Fiom (-158) e Filctem (-80). Lo Spi, il sindacato dei pensionati, è stabile: può contare su 24.553 iscritti, ma rispetto al 2019 ci sono 184 tessere in meno (pari al -0,74%).

“Il 2020 è stato un anno molto complicato e particolare, tra chiusure e riaperture – afferma Diego Riva, segretario generale Cgil Lecco –. Nonostante questa difficile situazione siamo riusciti a mantenere il numero di iscritti dell’anno precedente. Anzi, abbiamo contato più di 7mila nuove persone tesserate, di cui il 48,48% che si sono iscritte per la prima volta in assoluto, e questo dà il senso dell’importanza che ancora oggi ha la Camera del Lavoro di Lecco, considerata un punto fermo nel territorio. Per quanto riguarda le categorie che hanno ridotto gli iscritti, ricordo che si lavorano su settori che hanno sofferto, dopo anni di difficoltà, la chiusura di realtà importanti sul territorio, ma in generale sono riuscite a tenere nei numeri”.

Riva dà il merito al lavoro di squadra. “Le categorie e i servizi di tutela individuale ci ha consentito di dare risposte alle persone che avevano bisogno – afferma –. Il nostro ufficio vertenze ha recuperato tre milioni e 700mila euro, al Caaf ci sono stati più di 42mila appuntamenti per le varie pratiche fiscali durante la campagna, il Patronato Inca ha dato risposte importanti evadendo 27mila pratiche tra accesso alla pensione, assegni famigliari e bonus del governo”.

Un grazie va ai delegati e ai volontari dello Spi. “Sono stati capaci di stare sempre sul pezzo nonostante le difficoltà dell’emergenza – spiega Riva –. Stiamo affrontando la situazione pandemica, ma dobbiamo dire che quello che sta succedendo in Lombardia non ci convince per nulla: l’assessore Letizia Moratti fa fughe in avanti, ma non abbiamo ancora i vaccini. All’inizio c’era l’idea di vaccinare con criteri legati al Pil, oggi sta ragionando su accordi per vaccinare nelle aziende, ma questo comporta il rischio di avere lavoratori di serie A e di serie B. Il programma di vaccinazione secondo noi deve essere gestito a livello centrale dal Governo e deve garantire prima i soggetti più fragili e più esposti”.