Lecco, 11 marzo 2021 – È scomparso improvvisamente all’età di 84 anni, a causa del Covid, Antonio “Nino” Gheza, dottore commercialista, residente a Castello di Lecco. Pubblichiamo la lettera di ricordo del fratello Enzo Gheza.

Egregio Direttore,
chiedo alla Sua cortesia di concedermi un piccolo spazio sul Suo Giornale, per un breve ricordo di mio fratello Antonio (Nino), portatoci via, con tragica repentinità, il giorno 11.3, dal virus che sta crudelmente imperversando nel mondo.

Si trattava di un personaggio molto noto a Lecco, dove per decenni ha esercitato la professione di Dottore Commercialista, dopo un periodo di attività manageriale, ad alto livello, presso un’importante impresa della Brianza, ma, in verità, non solo per questo.
Dopo la meritata pensione aveva infatti assunto un ruolo attivo di volontariato per le questioni contabili ed amministrative della Parrocchia di Castello.

Non voglio tuttavia soffermarmi oltre su questi aspetti, preferendo invece toccarne altri, legati al contesto familiare in cui siamo vissuti Nino, io ed il Fratello Maggiore, anch’egli purtroppo scomparso anni fa.

Restammo orfani di padre, nel 1951, quando il primogenito, di nome Gianfranco, aveva diciotto anni, Nino invece quattordici ed io infine tredici.

Fu un’esperienza durissima, anche dal punto di vista pratico, ma il legame d’affetto tra di noi e la Mamma Concetta ci consentì di superare il grande travaglio perdurato nel tempo e di giungere così , tutti e tre, ad un solido approdo professionale.

La Mamma era una donna della bassa bergamasca, dalla rude tempra e dall’inesauribile capacità di sacrificio, congiunta ad incrollabilità di ideali ed a roccioso attaccamento ai valori , il tutto alla luce di una profonda Fede.

Io ero l’ ultimo dei figli e Nino, al pari di Gianfranco, mi aiutò e mi fu vicino nel corso degli studi che potei dunque condurre al diurno.
Loro invece si laurearono frequentando l’Università di sera, dopo una giornata di lavoro.

Oggi, mentre dico a Nino un “ciao” commosso, come può esserlo un fratello, desidero anche tributargli pubblicamente un “grazie” di cuore per quanto fece nei miei riguardi, durante l’ormai lontana nostra gioventù e che non ho mai dimenticato.
La ringrazio e saluto cordialmente.
Enzo Gheza