Monticello, 27 febbraio 2021 – «Si chiudono cinque anni di grande lavoro, passione e visione. Cinque anni in cui il Consorzio Brianteo Villa Greppi è cresciuto e ha saputo raggiungere importanti traguardi, dall’ingresso di nuovi comuni al milione e mezzo di finanziamenti ottenuti lavorando costantemente sui bandi, dal forte impegno nel recupero del patrimonio immobiliare alla notevole crescita dell’offerta culturale, che ci ha permesso di arrivare a proporre oltre 250 eventi all’anno e di affermarci come polo culturale del territorio. Ringrazio tutto il Cda e soprattutto i dipendenti e collaboratori del Consorzio per la professionalità e la passione che hanno dimostrato. Il lavoro di questi anni è stato un lavoro di squadra con tutti i collaboratori e con i Comuni soci, e in una squadra conta condividere una visione e fare la propria parte. I grandi obiettivi si raggiungono lavorando insieme, un passo alla volta. Il futuro di Villa Greppi dipende da questo».

La Presidente uscente del Consorzio Villa Greppi Marta Comi sintetizza così un mandato che giunge a termine. Cinque anni in cui l’ente brianzolo si è sempre più affermato come punto di riferimento per la programmazione culturale brianzola e non solo, garantendo un’ampia varietà di eventi e puntando sull’alta qualità delle proposte, il tutto anche grazie alla buona sintonia con l’assemblea dei soci dell’ente, che «ha confermato con voto unanime la quasi totalità delle delibere proposte dal Cda. Proprio in questi giorni – aggiunge Comi – abbiamo consegnato agli enti soci una dettagliata relazione di fine mandato, così da condividere con loro i risultati raggiunti».

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Mentre l’iter per l’elezione del nuovo Cda procede, per il Consorzio è tempo di bilanci, a partire dai dati relativi all’ampliamento, registrato proprio in questi anni, del numero di Comuni che hanno scelto di rivolgersi all’ente per i servizi culturali: accanto ai tre nuovi consorziati – ossia Correzzana, Barzago e Missaglia – si sono associati altri otto Comuni, tanto che oggi il Consorzio promuove le politiche culturali di una rete di 22 Comuni nelle province di Lecco e Monza Brianza. «Mai prima d’ora nuovi enti si erano consorziati – spiega ancora – ed è un dato molto incoraggiante per il futuro. In questi mesi va posto il massimo impegno per trovare soluzioni affinché anche i comuni di Besana, Briosco e Veduggio possano tornare sui propri passi e rimanere nel Consorzio in un orizzonte di collaborazione sovracomunale».

A risultare attrattivo per i nuovi Comuni entrati nell’ente è stato, innanzitutto, il livello della programmazione culturale: un’offerta che è cresciuta notevolmente e che ha il suo motore proprio nel fare squadra, nella capacità di guardare lontano. «In questi anni abbiamo operato nella convinzione che la cultura sia uno strumento di sviluppo di un territorio, uno strumento – racconta la Presidente uscente – che non guarda ai ritorni economici perché garantisce risultati di ben altro valore in termini di crescita delle nostre comunità, di coscienza critica, di consapevolezza, di speranza nel futuro e di felicità collettiva».

Un’impostazione che in quest’ultimo lustro ha portato all’individuazione di professionisti specializzati nelle arti e nella produzione culturale, divenuti direttori artistici e scientifici delle diverse rassegne, così da permettere all’ente di fare un salto di qualità nelle proposte e di aumentare di oltre il doppio la programmazione culturale. Venticinque, ad oggi, i progetti attivi annualmente e declinati in rassegne, festival e corsi che spaziano dal teatro alla musica, dalla storia alle arti visive, dalla letteratura al cinema. Oltre 250 giornate di cultura all’anno, distribuite nei Comuni in coordinamento con gli oltre 20 assessori alla Cultura coinvolti e garantite anche in tempo di pandemia grazie a una strutturata programmazione online. In mesi in cui la Cultura ha subito una forte battuta d’arresto, Villa Greppi ha infatti saputo procedere garantendo ai cittadini la medesima offerta e alternando, a seconda delle disposizioni vigenti, iniziative in presenza e totalmente online, senza rinunciare alla qualità e raccogliendo numerose dimostrazioni di stima da parte della popolazione.

E funzionale alla crescente partecipazione dei cittadini alle iniziative promosse è stata la strategia di comunicazione messa a punto durante il mandato in questione: un lavoro che ha visto la creazione di una nuova immagine coordinata del Consorzio Villa Greppi, di un sito moderno e di canali social costantemente aggiornati, di una newsletter dagli oltre 10 mila iscritti e di un costante rapporto con i media del territorio, questo grazie a una gestione professionale della comunicazione dell’ente.

Fondamentale in questo quinquennio, poi, l’attività di ricerca finanziamenti da parte di bandi pubblici e di fondazioni private, che ha permesso di accelerare il recupero del patrimonio di Villa Greppi e di sostenere – con oltre 600 mila euro sulla Cultura – la ricca programmazione, senza gravare sugli enti soci. 1,4 milioni di euro i contributi ricevuti in questi anni grazie a un lavoro impegnativo, che «ci ha consentito – sottolinea Comi – di ottenere finanziamenti da Fondazione Cariplo su ben cinque progetti, cinque annualità consecutive di finanziamento dal MIBACT, cinque progetti finanziati da Regione Lombardia e due dall’Unione Europea».

E proprio grazie a parte di questi finanziamenti è partito il corposo lavoro di recupero del patrimonio di Villa Greppi: un continuo impulso, dato dal Cda uscente, alla sua riqualifica, con il recupero del Giardino all’italiana, del seminterrato del Granaio, della Sala Ratti, del soffitto in cannicciato del Salone Grande nella Villa, dell’ingresso e della Villetta ex portineria e, da ultimo, l’avvio dell’iter per il restauro del primo lotto della Villa che dà nome all’intero compendio immobiliare di Monticello Brianza.

«Tutti gli interventi di recupero del patrimonio – precisa Comi – sono stati sostenuti grazie all’accesso sistematico a bandi di finanziamento, che abbiamo ottenuto per un valore di 800.000 euro, abbinati alle risorse ordinarie di bilancio gestite oculatamente, senza mai chiedere un euro in più ai soci». Un impegno costante, che ha permesso di destinare alle diverse attività culturali gli spazi di volta in volta recuperati. «Il nostro obiettivo era restituire il più possibile gli spazi di Villa Greppi alla comunità, poiché Villa Greppi è un bene di tutti. Abbiamo fatto molti passi in avanti su questa strada e ci auguriamo che si prosegua così, soprattutto ora che abbiamo avviato la riqualificazione della Villa padronale».

Infine uno sguardo al futuro, con due percorsi già imbastiti in condivisione con l’assemblea dei soci e ora da portare avanti. Innanzitutto, come appena detto, la completa riqualificazione di Villa Greppi, che potrà ospitare spazi adeguati per le esigenze culturali del territorio. Come sede del Piano integrato per la cultura, «la Villa – anticipa Comi – potrà avere un’area dedicata a servizi di accoglienza e ospitare all’ultimo piano un ITS – Istituto Tecnico Superiore, una scuola post diploma della durata di due anni e ad alta specializzazione. La creazione di un ITS risulta strategica in considerazione del ruolo del Consorzio Brianteo Villa Greppi nell’ambito della formazione, della sua posizione baricentrica tra le due province e centrale rispetto ai diversi poli scolastici superiori, in un’area territoriale a spiccata vocazione imprenditoriale e artigianale con un’alta richiesta di figure tecniche specializzate».

In secondo luogo il concetto stesso di Piano Integrato per la Cultura, risultato di uno studio condotto sui bisogni culturali del territorio e che ha permesso di individuare e consolidare specifiche vocazioni dei diversi luoghi della cultura, al fine di organizzare l’offerta culturale in poli specialistici capaci di crescere e svilupparsi autonomamente ma con una forte integrazione territoriale e con la guida e il coordinamento del Consorzio. «I poli, specializzati su diverse discipline culturali, avranno funzione di scuole/accademie/centri di ricerca nella materia specifica, in modo da sviluppare una sorta di “cittadinanza culturale”, dove arte, cultura ed espressione creativa possano essere una parte essenziale della vita quotidiana dei cittadini e favorire – conclude Marta Comi – lo sviluppo di un contesto territoriale vivace e attrattivo».