Bulciago, 26 febbraio 2021 – I sindacati fanno il punto sulla vertenza della Teva di Bulciago, dopo 10 giorni dall’annuncio della proprietà di voler chiudere lo stabilimento.

Sono passati dieci giorni da quando la Direzione di Sicor ci ha comunicato l’intenzione di TEVA di chiudere il nostro sito. Dieci giorni di angoscia e di preoccupazione per il nostro futuro ma anche dieci giorni di presidio, di determinazione a proseguire la mobilitazione per tenere aperto lo stabilimento, di solidarietà da parte di tutto il territorio e non solo.

Dieci giorni di discussioni, di confronti e di ricerca di alternative che consentano non solo di trovare una soluzione che tuteli gli oltre 140 posti di lavoro, indotto compreso, ma anche di non perdere un impianto importante e di non impoverire ulteriormente la capacità produttiva del nostro Paese. Noi siamo convinti che Bulciago possa e debba continuare a produrre con TEVA o senza di TEVA, e non ci arrendiamo all’idea che non sia possibile trovare altri soggetti industriali che abbiano le competenze e la volontà di investire in un settore strategico come l’industria farmaceutica.

La prossima settimana sarà importante per capire come potrà evolvere la nostra vertenza: lunedì 1 marzo al mattino si terrà un nuovo incontro tra il Coordinamento Nazionale delle RSU di Sicor assistito dalle Segreterie Nazionali e l’Azienda; martedì 2 marzo nel pomeriggio siamo convocati dal Prefetto di Lecco Dott. De Rosa insieme all’azienda al Tavolo di crisi territoriale; infine, venerdì 5 marzo, si terrà l’audizione in IV Commissione del Consiglio Regionale della Lombardia, una regione particolarmente colpita dalle decisioni di diverse multinazionali di dismettere siti produttivi come nel nostro caso. Tavoli diversi e attori diversi ma per noi un unico obiettivo: #LASCIATECILECHIAVI
Lavoratrici e lavoratori di Sicor Bulciago RSU Sicor