Lecco, 19 febbraio 2021 – “Il quadro è molto variegato, con differenze non solo tra settori e classi dimensionali, ma anche all’interno degli stessi comparti merceologici”: è il commento del presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Lorenzo Riva sui dati relativi al secondo semestre 2020.

“I dati di Lecco e Sondrio mostrano indicatori in miglioramento rispetto a quanto rilevato nel primo semestre, nonostante il differenziale tendenziale con il 2019 resti negativo. Le previsioni sono invece positive, anche se si attestano su valori molto modesti. Come tutti sappiamo il 2020 è stato penalizzato dagli effetti generati dalla pandemia che ha causato distorsioni a livello mondiale e ha limitato gli scambi e lo vediamo bene anche sui nostri territori, esaminando in particolare i giudizi espressi riguardo l’andamento del fatturato tra ottobre e dicembre dello scorso anno.

E se il mercato interno ha registrato dinamiche meno sfavorevoli, l’export ha mancato di dinamicità, limitando le nostre possibilità di crescita. Una criticità, questa, che le aziende dei nostri territori hanno dovuto affrontare lo scorso anno ma che sta avendo effetti anche in questo periodo ed è probabilmente destinata a perdurare anche per i prossimi mesi. Fra l’altro una delle conseguenze maggiormente penalizzanti per il nostro sistema produttivo è il forte rincaro delle materie prime, con quotazioni fortemente al rialzo senza apparenti motivazioni di mercato”.

“Ora è necessario invertire la tendenza e per questo servono decisioni e misure efficaci – continua Lorenzo Riva – focalizzate sul sostenere la crescita e gli investimenti, il rilancio del manifatturiero e dell’industria. Ovviamente un ruolo chiave nei prossimi mesi lo avranno anche le misure di contrasto alla pandemia e, in particolare, la campagna vaccinale”.

“L’occupazione ha sostanzialmente tenuto durante il secondo semestre 2020, almeno per il settore manifatturiero – commenta il Direttore Generale di Confindustria Lecco e Sondrio, Giulio Sirtori – mentre sappiamo che il settore del turismo ha purtroppo dovuto subire effetti molto pesanti”. “Le previsioni sull’andamento occupazionale per il nostro territorio sono abbastanza confortanti – continua Giulio Sirtori – con una prevalenza del giudizio di espansione dei livelli rispetto a quello di diminuzione. Tuttavia, a livello generale quello dell’occupazione resta senza dubbio un tema caldo e sappiamo che il nodo del blocco dei licenziamenti è fra quelli più importanti da sciogliere in questo periodo, anche perché non è pensabile rinviare ulteriormente riorganizzazioni, investimenti e assunzioni. Inoltre, sempre in materia di occupazione, restano da definire la riforma degli ammortizzatori sociali e quella delle politiche attive del lavoro”.