Lecco, 15 febbraio 2021 – I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Lecco, coordinati dai Sostituti Procuratori della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Lecco – Dott. Paolo Del Grosso e Dott. Andrea Figoni, hanno svolto un’articolata attività di indagine nei confronti di due società del lecchese operanti nel settore del commercio all’ingrosso di mobili per uffici e negozi che sono risultate coinvolte in un articolato sistema di frode all’IVA.

Infatti, attraverso l’emissione di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti per oltre 30 milioni di euro, rinvenute a seguito di attività di perquisizione eseguita presso le imprese destinatarie della merce, le due società cartiere, amministrate da c.d. “teste di legno” e prive di una reale struttura organizzativa, operavano consistenti acquisti da fornitori intra-comunitari, oltre che dalla Repubblica di San Marino.

Successivamente, i beni venivano poi venduti ad operatori economici dislocati su tutto il Territorio Nazionale ad un prezzo inferiore o pari a quello d’acquisto, a fronte dell’assenza dei prescritti obblighi dichiarativi e di versamento delle imposte. Tale meccanismo consentiva, al destinatario finale, di acquistare la merce ad un prezzo concorrenziale rispetto al mercato regolamentare, in danno delle imprese sane.

Le successive attività di indagine hanno visto anche la collaborazione degli Organi Collaterali esteri, attraverso la richiesta di Rogatoria Internazionale avanzata dal Pubblico Ministero titolare delle indagini. Inoltre, l’esecuzione di numerose perquisizioni presso le sedi dei destinatari finali, dislocati su tutto il Territorio Nazionale, ha permesso di sottoporre a sequestro considerevole documentazione contabile ed extra-contabile unitamente a supporti informatici contenenti i dati inerenti la frode fiscale.

L’intera attività ha consentito all’Autorità Giudiziaria inquirente di disporre il fallimento di una delle imprese coinvolte nella frode fiscale e la denuncia di 3 soggetti a vario titolo coinvolti per i reati di cui agli artt. 4, 5 e 8 del D. Lgs. n. 74/2000. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate, nei confronti di una delle società verificate, ha emesso un avviso di accertamento con la contestazione di un imponibile non dichiarato per circa 28 milioni di euro ed una maggiore imposta evasa per oltre 6 milioni di euro.

L’azione ispettiva si inquadra in un più ampio quadro di intensificazione delle attività di polizia economico-finanziaria disposte dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza sul territorio lecchese, volte al contrasto delle forme più gravi e diffuse di evasione fiscale che producono effettivi negativi per l’economia, ostacolando la normale concorrenza tra imprese e danneggiando le risorse economiche dello Stato.