Lecco, 7 febbraio 2021 – Il presidente della Consulta Musicale di Lecco, Michele Casadio, si è detto molto preoccupato rispetto allo stato di salute della musica nel nostro territorio.

Riportiamo in calce la sua riflessione:

“Non sembra possibile, ma i mesi trascorsi la dicono lunga. Il treno in corsa delle attività musicali della nostra città è fermo ormai da un anno, tolta qualche eccezione, ad una stazione completamente isolata. Un treno che andava ad una velocità inestimabile. Ecco cos’era la nostra musica, un continuo collegamento tra luoghi, storie, identità, corse folli verso l’accaparrarsi di una data sul calendario fortunatamente sempre troppo pieno. Poi il nulla, seguito da una quasi ripartenza e poi ancora una fermata, che non dà segni di riavvio.

Ora è più che mai necessario preoccuparsi della “salute della musica”, non solo perché è il linguaggio che identifica una serie di realtà associative molto forti e caratterizzanti, specchi di un territorio che la sa lunga in tema di canto e strumentazione, ma perché è sempre stato il canale con cui molti individui hanno completato il loro stare al mondo, riempiendo quel vuoto dato dalla quotidianità con una ricerca verso l’altro, verso il gruppo, alimentando una specifica volontà di apprendimento. Eppure, le associazioni, ancora una volta, vivono un grande senso di incertezza, preoccupate che una possibile ripartenza socioculturale non le consideri in termini normativi.

Utilizzo con piacere un pensiero condiviso dai Maestri Antonio e Giuseppe Scaioli, durante la nostra ultima conferenza in streaming, che con grande convinzione invitavano, soprattutto i giovani, a non vivere la musica passivamente ma con impegno, studio, analisi e volontà di farne un linguaggio per l’anima.

Una società “allietata” dalla musica non va lontano. Una società che considera la musica, invece, un proprio pilastro costituente e protagonista, può invece investire e creare moltissimo, sia in termini di qualità della vita espressiva che turistica. La musica dovrà tornare in scena attraverso un’offerta culturale ampia e ben strutturata. Servirà molto tempo, considerati i tempi di ripartenza dei gruppi, ma non dobbiamo fermarci proprio ora. Ci stiamo già lavorando.

La musica è vita, è realtà, respiro, adrenalina, emozione da versare sulle aspettative di un pubblico che ti guarda. Punteremo ancora sulle attività in streaming, come è stato per la fortunata rassegna “L’Opera siamo Noi”, ma i concerti e l’attività ordinaria associativa sono tutta un’altra storia, ed è lì che dobbiamo tornare a dimostrare la nostra forza.

Auspichiamo le autorità locali non voltino lo sguardo su una fetta della società in continua e vigile attesa, quella fetta, che con grande passione, ha sempre dipinto coi colori più belli i momenti culturali ed istituzionali del nostro paese.”