Lecco, 5 febbraio 2021 – Dopo una lunga settimana di trattative, è arrivata nel pomeriggio di venerdì l’intesa sul rinnovo del Contratto Nazionale dei metalmeccanici, che era scaduto nel 2019.

Tanti i temi rivisti o rivisitati a partire dall’inquadramento professionale e soprattutto gli aumenti salariali, che non saranno definiti dall’inflazione ma che sono concordati già nel rinnovo del contratto nazionale.

Viene dunque superato il Modello dell’IPCA così come richiesto nella piattaforma Sindacale. Gli aumenti contrattuali ammontano a 100 euro al 3° livello, 107 euro al 4° livello e 112 euro al 5° livello.

“Alla fine, il tanto impegno ha pagato – sottolinea Igor Gianoncelli della Uilm del Lario, che ha seguito in prima persona la trattativa a Roma – Realizziamo l’importante traguardo del rinnovo contrattuale, centrando l’obiettivo delle tre cifre in campo economico e rafforzando e innovando sensibilmente la parte normativa. Cambiamo l’inquadramento professionale che era immobile dal 1973”. Vengono inoltre confermati i “flexit benefit” erogati a tutti i lavoratori metalmeccanici nel mese di giugno di un importo ragguagliato ad euro 200.

“È il nostro messaggio di fiducia e speranza ai lavoratori metalmeccanici, che dal rinnovo del Ccnl si aspettavano dignità e risposte – aggiunge Gianoncelli – Abbiamo costruito un risultato apprezzabile, che valorizza e tutela il settore. Ci sono state discussioni complesse ed impegnative, così come momenti di difficoltà. Ma poi ci sono state le necessarie mediazioni, che ci hanno consentito di raggiungere un traguardo positivo e – bene sottolinearlo – tutt’altro che scontato”.

Un risultato importantissimo a cui plaude il segretario della Uilm del Lario, Enrico Azzaro: “La chiusura di un contatto nazionale è sempre una buona notizia. Chiudere un contratto nel momento peggiore per l’economia e in piena emergenza sanitaria e’ un’ottima notizia. Il nostro Paese ha le potenzialità per riprendersi da questa situazione perché ha imprese, uomini e donne di eccellenza e qualità nel manifatturiero. “Questo sia di monito alla politica – conclude Azzaro – abbiamo un paese meraviglioso che non aspetta altro che gli sia permesso di poter correre”.