Lecco, 20 dicembre 2020 – Il progetto “Telefono Aiuto” nasce nel 2019 da un’idea di tredici associazioni di volontariato che da anni collaborano attivamente con l’Unità di Oncologia della ASST di Lecco (AVO, AICIT, AIL, ACMT, AILAR, CRI, LILT, ANDOS,GRUPPO AIUTO MESOTELIOMA, CANCRO PRIMO AIUTO,INPRIMALINEA, FARESALUTE, ASS. FABIO SASSI) per dare una risposta rapida e competente ai tanti bisogni che affliggono quotidianamente il paziente oncologico.

Monica Colombo, Volontaria CRI Lecco Referente delle Associazioni di volontariato del Dipartimentooncologico e Antonio Ardizzoia, Direttore Dipartimento Oncologico Asst Lecco spiegano cosa si tratta:

Abbiamo pensato di riservare una linea telefonica e di attivare una mail dedicata unicamente ai pazienti oncologici in cura presso l’Ospedale A. Manzoni di Lecco e tramite bando pubblico, è stata selezionata alla fine del 2019 una persona idonea a dare risposte competenti che potesse fare da tramite con i medici per richieste più specifiche derivanti dall’essere in cura.

L’iniziativa è stata valutata da subito molto utile. Il bisogno è poi cresciuto con l’arrivo dell’epidemia Covid-19; la linea telefonica dedicata ai nostri pazienti oncologici si è rivelata indispensabile per poter avere un contatto con i medici, spedire esami senza il bisogno di recarsi direttamente in ospedale, evitando coì il congestionamento e i rischi di un possibile contagio.

In media abbiamo ricevuto quindici telefonate al giorno e una ventina di e-mail a cui si è data pronta risposta.

Il progetto “telefono aiuto”, partito nel 2020 con una raccolta fondi da parte delle associazioni di volontariato del Dipartimento Oncologico potrà proseguire l’anno prossimo con le stesse modalità grazie alla generosità del Fondo “Aiutiamoci” attivato dalla Fondazione Comunitaria Lecchese che ha donato cinquemila euro per il proseguo dell’attività.

Ci auguriamo davvero che questo servizio possa essere implementato, anche attraverso contributori del territorio, con nuovo personale in modo da far fronte alle molteplici necessità del paziente oncologico, ultimo e non da ultimo il bisogno di ascolto di una persona specificamente formata e facilmente raggiungibile.