Lecco, 14 dicembre 2020 – La mobilitazione è sospesa. Lo sciopero a Enel-Distribuzione, previsto per giovedì 17 dicembre, non si farà. Venerdì scorso, infatti, a seguito della altissima adesione di lavoratori e lavoratrici allo sciopero dello scorso 19 novembre, i massimi vertici mondiali e nazionali di Enel hanno chiesto un incontro per discutere della vertenza in E- Distribuzione, a cui hanno partecipato le segreterie nazionali di Filctem, Flaei e Uiltec, oltre ai segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil.

L’azienda ha proposto in quella sede un documento in cui ritiene determinante un più proficuo sistema delle relazioni industriali e un maggior coinvolgimento del sindacato nelle scelte strategiche da mettere in campo nei prossimi anni impegnandosi a sottoscrivere un apposito protocollo in tal senso, ha ritirato il progetto di esternalizzazione delle manovre e ha dato disponibilità a ridiscutere di reperibilità e orari. Enel ha comunicato inoltre che metterà in campo ingenti investimenti in tutta Italia (circa 14 miliardi di euro in tre anni) impegnandosi inoltre ad assumere 900 persone sul territorio nazionale nel triennio 2021-2023 per adeguare l’organico, come richiesto dalle organizzazioni sindacali, alla preminente esigenza di dover garantire un servizio essenziale per cittadini, servizi pubblici e imprese, anche a seguito delle sempre più frequenti interruzioni causate da eventi meteorologici avversi ed emergenze dovute a calamità naturali.

“La mobilitazione dei lavoratori di E-Distribuzione è attualmente sospesa in attesa di verificare in concreto l’attuazione di tale protocollo d’intesa– affermano Paolo Guicciardi (Filctem Cgil) e Igor Manzo (Flaei Cisl) –. Se però queste promesse saranno disattese ripartiremo senza indugi con la vertenza. Ovviamente noi auspichiamo che anche nel nostro territorio si abbiano concreti effetti positivi di tale accordo, ricordando che in provincia di Lecco vi era stata un’adesione allo sciopero di novembre senza precedenti, che aveva sfiorato il 100%”. Le ragioni che avevano spinto ad arrivare allo sciopero erano causate dalla riduzione progressiva degli organici, dall’esternalizzazione delle attività, dalla svalorizzazione delle competenze e delle professionalità presenti in azienda, dal più elevato livello di rischio per quanto riguarda gli incidenti sul lavoro, dall’impossibilità di garantire pronto intervento in caso di guasti, con evidenti ripercussioni sui cittadini, attività e imprese.