Mandello, 27 novembre 2020 -Nei giorni scorsi Il personale della Stazione Carabinieri Forestale di Lecco ha individuato un bracconiere che utilizzava mezzi vietati per l’esercizio dell’attività venatoria in una zona ricompresa nel “Parco Regionale della Grigna Settentrionale” in comune di Mandello del Lario (Lc). L’area fa parte del Sito di Importanza Comunitaria denominato “Grigna Meridionale”.

coniNel corso dell’operazione i militari, al termine di diverse ricognizioni e di servizi finalizzati alla repressione degli illeciti in materia, hanno individuato diverse trappole a scatto per la cattura dell’avifauna.

Attraverso un’Indagine mirata a individuare i responsabili, condotte anche con l’ausilio di dotazioni tecnologiche, è stato possibile scoprire il bracconiere che aveva posizionato tali strumenti è denunciarlo all’Autorità Giudiziaria per l’utilizzo di mezzi vietati per l’attività venatoria.

Il tempestivo intervento del personale operante ha consentito di disattivare e sequestrare i dispositivi evitando la sofferenza e la morte di molti esemplari di uccelli.

Le trappole sequestrate dai Carabinieri Forestali, definite ‘a scatto’, erano costituite da due semicerchi in ferro, tenuti assieme da una molla, fissate sul tronco di un albero. Quando gli animali, attratti da bacche di sorbo o da larve, si posavano su un bastoncino che aveva la funzione di appoggio, la molla faceva scattare la trappola che si chiudeva sulla testa dell’uccellino causandone la morte per asfissia.

Questi strumenti di cattura, come gli archetti e le reti per uccellagione, oltre a provocare gravi sofferenze sugli animali, costituiscono una minaccia per la biodiversità in quanto consentono di catturare indiscriminatamente tutte le specie dell’avifauna, senza fare una distinzione tra le specie cacciabili e quelle protette. Questo costituisce uno dei motivi per cui tali mezzi sono vietati dalla legge 157 del 1992 che disciplina la caccia alla fauna omeoterma.

Questa operazione ha fatto seguito ad altre svolte nelle scorse settimane, tra le quali quella effettuata nel “Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone” in comune di Lomagna, nel corso della quale era stato denunciato un altro bracconiere per aver utilizzato trappole attive per la cattura dell’avifauna, utilizzando anche richiami vivi costituiti da uccelli appartenenti a specie protette. I reparti dei Carabinieri Forestali della provincia di Lecco proseguiranno anche nelle prossime settimane i servizi mirati finalizzati alla repressione degli illeciti connessi allo svolgimento dell’attività venatoria.