Calolzio, 10 novembre 2020 – L’assemblea dei soci della Fondazione Monastero di Santa Maria del Lavello, nella riunione che si è tenuta in streaming il 9 novembre, ha dato il via all’operazione che porterà allo scioglimento dell’ente.

“Intraprendiamo in questo modo un percorso di risanamento giuridico economico e di ripianamento delle partite debitorie: da anni la Fondazione sta vivendo una sofferenza economica che è divenuta strutturale e che deve essere affrontata con un’operazione straordinaria. Quando si parla di conti pubblici non può esserci spreco, ancor di più in un momento difficile per tante famiglie come quello che stiamo vivendo. Un anno fa, quando si è insediato il nuovo consiglio di amministrazione, abbiamo trovato una situazione a dir poco compromessa” spiega Armando Friburghi, vicepresidente uscente cui è stato affidato il compito, affiancato dal revisore dei conti, di gestire il processo che porterà allo scioglimento della Fondazione.

PERDITE
“Mettiamo fine alle perdite economiche di risorse pubbliche: è un obiettivo tutt’altro che secondario ed un traguardo importante. Lo dobbiamo ai creditori ma lo dobbiamo anche a tutti i cittadini. La Fondazione si è sempre retta sui finanziamenti dei soci (gli enti pubblici del territorio) che si sono ridotti nel tempo, anche per una serie di modifiche normative che hanno posto una serie di vincoli insostenibili: le uscite non erano più coperte dalle entrate, una situazione grave e ormai strutturale. Protagonisti di questa nuova partita saranno dunque gli enti locali che costituiscono la Fondazione: Provincia di Lecco, Comune di Calolziocorte, Camera di Commercio, Regione Lombardia, Fondazione Adriano Bernareggi e Comunità Montana.

La Fondazione negli anni non è riuscita a raggiungere una propria sostenibilità economica ed imprenditoriale. Dobbiamo affrontare un momento di transizione inevitabile ma non indolore, ne sono cosciente: per questo all’attenzione ai bilanci si dovrà necessariamente accompagnare anche l’attenzione al patrimonio artistico culturale e di ricerche che la Fondazione ha raccolto in questi anni di funzionamento” continua ancora Friburghi.

I SOCI
“Il voto in assemblea da parte dei soci è arrivato dopo un confronto durato mesi con i tecnici e i funzionari dei soci fondatori, non è stata una decisione presa a cuor leggero. Sono tuttavia convinto, e lo ripeto, che mettere fine ad una situazione di non adeguata gestione delle risorse pubbliche sia un atto di responsabilità. Il lavoro inizia ora: da un lato la liquidazione fermerà le perdite, dall’altro il territorio e le istituzioni dovranno confrontarsi per individuare nuove formule per salvaguardare il santuario, il monastero del Lavello e il patrimonio storico, artistico e di fede che essi rappresentano. La meta rimane sempre la stessa: trasformare il Monastero del Lavello in una risorsa che dia ricchezza, sociale ed economica, al territorio in modo duraturo e autonomo da logiche di dipendenza finanziaria. I tempi sono duri ma siamo pronti ad affrontarli a testa alta, sapendo di aver fatto la scelta più corretta”.