2 novembre 2020 – “Casa” è concetto che solitamente viene associato ad una situazione di sicurezza. Lo stesso non può dirsi per chi scappa dalle guerre, dalle calamità naturali, o per chi subisce violenza domestica.

Abbiamo intervistato Lella Vitali, Presidente di Telefono Donna, l’associazione lecchese che si occupa del sostegno a donne vittime di violenza domestica.

Preoccupante la situazione dipinta: nel periodo di lockdown della scorsa primavera il numero di donne che ha fatto richiesta di un supporto all’associazione lecchese si è dimezzato, una flessione che Vitali attribuisce alla inevitabile maggiore vicinanza tra vittima e chi fa violenza in un periodo di convivenza prolungata e ininterrotta.

Difficile anche l’intervento dell’associazione, che con le limitazioni ha potuto prendere contatti con le donne solo attraverso il telefono e non più dal vivo, come in tempi normali. Le stesse difficoltà anche per quanto riguarda l’attività di prevenzione e tutela nelle scuole, dove l’incidenza del fenomeno di violenza di coppia anche tra giovanissimi è piuttosto diffusa.

L’intervista integrale alla presidente Lella Vitali: