Lecco, 29 ottobre 2020 – “Dato il peggioramento della crisi sanitaria generata dal Coronavirus, ci chiediamo quali interventi Sindaco e giunta metteranno in atto a sostegno di tutte quelle attività cittadine già martoriate in questo 2020 e ulteriormente colpite dall’ultimo DPCM di pochi giorni fa, alla luce soprattutto degli investimenti in termini di tempo e di risorse economiche che hanno affrontato in questi mesi per potersi adeguare alla normativa vigente” dichiarano Emilio Minuzzo, Gianni Caravia e Simone Brigatti Consiglieri comunali di Lecco Merita di Più – Forza Italia.

“Servono scelte coraggiose per tutelare la cultura del lavoro, uno dei cardini della nostra città: stop a tutte le tasse comunali per il 2020 e incentivi concreti per chi ha dovuto chiudere, facendo attenzione non solo agli esercizi del centro storico, che fortunatamente possono usufruire del bando regionale per il DUC, ma anche alle realtà di quartiere, ricordandoci che ogni rione è il centro della città per chi lo abita” continuano Minuzzo, Caravia e Brigatti.

“Riteniamo inoltre necessario” – proseguono i Consiglieri comunali- “ istituire un tavolo di lavoro per le nuove povertà: il tempo delle parole e delle promesse è finito ed ora bisogna agire concretamente e rapidamente per scongiurare un ulteriorepeggioramento della situazione”.

“L’obiettivo è impegnativo e ne siamo consapevoli, ma solo con la creazione di quel debito “buono”, evocato nello straordinario discorso di qualche mese fa dell’ex Presidente della Bce Mario Draghi, riusciremo ad affrontare questo difficile momento; l’esperienza della pandemia rischia di creare ghetti o parti di città in cui la coesione sociale nei prossimi mesi sarà a rischio” spiegano gli  azzurri.

“L’ente comunale deve creare le condizioni affinché vi siano investimenti per tutelare chi è in difficoltà a causa dei provvedimenti governativi,  tutte le istituzioni stanno mettendo in campo risorse: l’Europa sta facendo debito, così come lo Statocentrale e Regione Lombardia per cercare di sostenere chi non può lavorare. È arrivato il momento anche per il Comune di fare la sua parte, perché questo è quello che chiedono i lecchesi” concludono Minuzzo, Caravia e Brigatti.