19 ottobre 2020 – I contagi tornano a crescere – e a destare preoccupazione – in tutta Italia. Si è sfiorata quota 12.000 nuovi positivi nella giornata di ieri di cui 2.975 in Lombardia – che con questi numeri torna ad essere la prima regione per numero di nuovi contagi seguita da Campania e Piemonte – e 60 nella provincia di Lecco.

La terapia intensiva all’ospedale Manzoni di Lecco è al completo, mentre – dati di oggi – solo un posto su quattro in sub-intensiva è rimasto libero. Continua, intanto, il tracciamento dei positivi attraverso i tamponi per cui, al Manzoni, vi è una via dedicata a studenti e studentesse allertati dall’Ats.

Abbiamo intervistato la dottoressa Michela Viscardi, dirigente delle professioni sanitarie dell’Ats Brianza, la quale ci ha spiegato il processo per chi è considerato un contatto stretto di un positivo – ovvero una persona che è venuta a contatto con un’altra risultata positiva per un periodo di tempo superiore a 15 minuti senza l’utilizzo di mascherina. Dopo dieci giorni di quarantena, il contatto stretto sarà sottoposto a tampone e a seguito dell’eventuale negatività potrà rientrare in società. Al contrario, la quarantena sarà procrastinata per altri dieci giorni finché il tampone non risulterà negativo.

Per quanto riguarda invece studenti e studentesse positivi, per i compagni di classe verrà disposto l’iter riguardante i contatti stretti – 10 giorni di quarantena al cui termine verrà effettuato un tampone.

Dall’Ats raccomandano il rispetto degli orari indicati per l’esecuzione del tampone, in modo tale da evitare assembramenti e lunghe attese all’esterno dell’edificio – difficilmente sostenibili con l’arrivo dell’inverno.

Di seguito l’intervista alla dottoressa Michela Viscardi dell’ATS Brianza: