Lecco, 21 settembre 2020. Nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale A. Manzoni di Lecco è attiva da tre anni la Banca del Latte Umano Donato, un vero e proprio centro dedicato al latte materno che viene raccolto, conservato, integrato con elementi nutritivi per la crescita – in particolare calcio e proteine – ed infine somministrato ai neonati prematuri che non sono in grado di succhiare direttamente dal seno della mamma.

A partire dall’ottobre di quest’anno, Cancro Primo Aiuto Onlus in collaborazione con Auser Lecco offrono al territorio lecchese il servizio di ritiro a domicilio e consegna del latte donato dalle mamme.

La banca del latte presentata all'ospedale Manzoni di Lecco

Pubblicato da Lecco FM su Lunedì 21 settembre 2020

Queste donazioni risultano particolarmente preziose perché permettono di coprire il 100% del fabbisogno di latte per i neonati pretermine più a rischio.

Sono in media sessanta i prematuri di meno di trentadue settimane assistiti ogni anno presso la TIN dell’ASST di Lecco, in media del peso di un kilo – un kilo e mezzo, ma ci sono anche piccoli di cinquecento-seicento grammi. Circa un quarto di queste madri non dispone, per vari motivi di salute o per lo stress legato al parto pretermine, di latte proprio.

Questi neonati si avvantaggiano del latte umano che li protegge dalle infezioni sistemiche e del tratto gastroenterico, favorisce il loro sviluppo cerebrale e stimola il loro sistema immunitario, riducendo così il loro rischio di andare incontro ad alcune delle gravi complicanze della prematurità.

L’organizzazione della Banca del Latte Umano Donato richiede una gestione complessa; le madri prelevano il latte con il mastosuttore a intervalli regolari per tenerne attiva la produzione. Il latte viene conservato in contenitori di vetro o di materiale plastico che non altera le sue caratteristiche nutrizionali. In media si conserva per ventiquattro ore in frigorifero, può essere altrimenti congelato.

La scelta delle donatrici è frutto di un’attenta selezione, eseguita tramite indagini anamnestiche ed esami ematochimici, al fine di garantire la massima sicurezza dal punto di vista del rischio infettivo e la massima qualità nutritiva.

Dopo la sterilizzazione e la pastorizzazione il latte viene arricchito con sostanze nutritive che lo rendono un alimento ottimale per i neonati così piccoli.

In questa catena di solidarietà un aspetto nodale è rappresentato dalla possibilità di poter agevolare le donatrici attraverso un servizio domiciliare per la raccolta del latte, in modo da permettere a tutte di potersi più facilmente organizzare per dare questo prezioso contributo.

Anche in questi difficili tempi di pandemia la generosità di tante mamme non è mai venuta meno.

Importante ricordare che la donazione è assolutamente sicura e le procedure sono state aggiornate per identificare eventuali donne positive per Sars-Cov-2 (Covid-19). Esse vengono escluse dalla donazione in via esclusivamente prudenziale, anche se il virus non è mai stato trovato nel latte materno e comunque sarebbe inattivato dalle procedure di pastorizzazione.