Lecco, 17 settembre 2020 – La Questura di Lecco ha ricostruito quanto successo nella notte del 29 agosto, con il pestaggio del gelataio di Serendipity a Belledo, in via Turbada, a opera di un ragazzo e di due ragazze, che si erano poi dati alla fuga prima dell’arrivo della Polizia.

Sul posto erano presenti le tre vittime, due coniugi titolari della gelateria e la loro figlia, i quali erano intervenuti per difendere quattro minorenni, che si erano fermati a parlare davanti alla gelateria, da tre giovani che, per dei futili motivi, avevano deciso insultare e aggredire i minori.

Come testimoniato dalle stesse vittime “con una ferocia inspiegabile”, i tre giovani si sono scagliati contro la famiglia, in particolare contro l’uomo di 60 anni.

È stato proprio quest’ultimo ad a vere la peggio e a rimanere a terra per i colpi inferti dalle due ragazze, mentre il giovane lo tratteneva stringendogli le mani attorno al collo.

La moglie, come riferito alla Squadra Mobile, ha visto il marito immobile e temeva fosse morto. La donna ha cercato di liberare il marito dalla violenza del gruppo, venendo aggredita a sua volta. Anche la figlia ha tentato invano di aiutare il padre a liberarsi ma è stata travolta dalla furia degli aggressori, una di loro con un pugno l’ha respinta frantumandole gli occhiali.

Solo le grida insistenti di aiuto delle donne, che annunciavano l’arrivo della Polizia, hanno fatto interrompere la violenza degli aggressori, che si sono dileguati nella direzione opposta.

L’uomo ha subito la frattura delle ossa nasali, dello sterno e ha una costola incrinata, oltre ad aver ricevuto un tentativo di soffocamento e, dopo alcune visite specialistiche, è stata sciolta una prognosi di 40 giorni.

Aggressione al gelataio di Belledo. La Questura spiega lo sviluppo delle indagini.

Pubblicato da Lecco FM su Giovedì 17 settembre 2020

Grazie alla ricostruzione dei fatti e all’individuazione degli autori da parte delle Volanti, la Squadra Mobile dava seguito a immediata attività di indagine. Dalle telecamere e dalle testimonianze delle vittime, ancora scosse per l’accaduto, venivano raccolti gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati e, per l’efferatezza dei fatti, veniva avanzata l’ipotesi di tentato omicidio, condivisa dal dottor Del Grosso, facente funzioni del Procuratore della Repubblica di Lecco.

Il G.I.P., che ha avvalalto i reati contestati, ha emesso ordinanza degli arresti domiciliari per gli indagati maggiorenni (classe 1999 e classe 2000), entrambi nati e residenti a Lecco. La misura è stata immediatamente eseguita da personale della Squadra Mobile della Questura di Lecco. Nella mattinata odierna, inoltre, a seguito di interrogatorio di garanzia il G.I.P. del Tribunale di Lecco ha confermato la misura degli arresti domiciliari.