Lecco, 8 settembre 2020 – L’Erario incassa un milione di Euro. Questa la cifra versata all’Erario da un noto imprenditore immobiliare locale, proprietario di oltre 800 unità abitative site nel territorio lecchese, smascherato dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecco, nell’ambito dell’operazione di servizio denominata “DO UT DES”.

I finanzieri del Gruppo Lecco hanno fatto luce su un meccanismo fraudolento ben congegnato ed attuato: alcuni degli inquilini delle case di proprietà dell’imprenditore che a causa di ristrettezze economiche non riuscivano a far fronte al pagamento del canone di locazione, si accordavano per emettere false fatture fiscali, in favore della galassia di società a lui riconducibili allo scopo di aumentare artificiosamente i costi di esercizio delle sue aziende, consentendogli successivamente, in sede di dichiarazione fiscale annuale, di abbattere i propri debiti con l’Erario.

L’operazione di servizio ha tratto origine dall’esecuzione, nell’anno 2018, di una verifica fiscale d’iniziativa nei confronti di una ditta individuale di Calolziocorte, esercente l’attività di Costruzione di edifici, selezionata dai finanzieri sulla base di informazioni acquisite da autonoma attività info-investigativa e dall’incrocio dei dati estrapolati delle banche dati in uso al Corpo.

In particolare, dall’interrogazione dello “Spesometro”, risultavano operazioni imponibili di notevole rilevanza, incompatibili con la reale posizione contabile del soggetto verificato, che risultava essere evasore totale per gli anni d’imposta dal 2012 al 2017, oltre ad essere sprovvisto di uffici, di beni strumentali, di dipendenti e di non possedere alcuna documentazione fiscale inerente l’attività d’impresa edile.

Le risultanze emerse dall’attività fiscale venivano segnalate alla Procura della Repubblica di Lecco che assumeva la direzione delle indagini di polizia giudiziaria, disponendo perquisizioni e sequestri, presso tutte le sedi delle aziende riconducibili all’imprenditore immobiliare.

Attraverso la documentazione contabile sequestrata, l’analisi della copia forense degli apparati informatici in uso alle ditte/società utilizzatrici, gli incroci dei dati e delle informazioni assunte dai soggetti coinvolti e i controlli fiscali eseguiti nei loro confronti, è stato possibile:
– ricostruire minuziosamente il vorticoso giro di fatture false, ammontante a circa € 1.500.000
e determinare un’evasione di Iva pari a circa € 100.000;
– accertare altresì che lo stesso sistema fraudolento veniva utilizzato anche con altri
soggetti, portando il numero complessivo degli indagati a 9, di cui 5 per l’emissione di
fatture per operazioni inesistenti e 4 per averle utilizzate nell’ambito della dichiarazione
annuale dei redditi.

In attesa del giudizio penale pendente, l’Erario ha già incassato oltre un milione di euro
comprensivi degli interessi e delle sanzioni previste.