Lecco il 19 agosto 2020 – L’Unione Sindacale di Base di Lecco scrive al Governo attraverso le sue diramazioni regionali e nazionali. Contro quello che definisce un vero e proprio accordo di “vicinanza” tra sanità pubblica e quella privata. “Ancora una volta – scrive il sindacato – è la Lombardia a distinguersi nel dimostrare la propria “vicinanza” agli imprenditori della sanità privata. Lo fa con una delibera regionale (XI/3518 del 5/08/2020) con la quale la Giunta si assume l’onere di finanziare il 50% dell’intero aumento del rinnovo contrattuale dei lavoratori della Sanità Privata. Una decisione che suona più che scandalosa e inopportuna in una regione ancora drammaticamente segnata dall’epidemia di Covid-19 (…)”. Dall’Usb accuse pesantissime e delle quali si prende la responsabilità: “Una scelta che rappresenta l’ennesimo regalo dei politici a quegli imprenditori della sanità che in Italia realizzano profitti altissimi (più che altrove in Europa)”. Un accordo, peraltro, che sarebbe già stato avallato dalle altre sigle sindacali della sanità Cgil, Cisl, Uil e Aiop/Aris che, evidentemente, non la pensano come Usb. “Non sorprende che Cgil, Cisl e Uil avallino questo escamotage, sapendoli disposti a tutto pur di mantenere i loro buoni rapporti con il padrone di turno, ma che la Conferenza Stato-Regioni possa pensare che i cittadini debbano ulteriormente finanziare imprenditori privati è una follia”. Fatto sta che Usb insiste: “Siamo convinti che dopo 13 anni senza rinnovo contrattuale i lavoratori e le lavoratrici del privato abbiano diritto ad un cospicuo aumento salariale pagato da chi, per anni, ha fatto profitto sulle loro spalle e su quelle di cittadine e cittadini”. Da qui la lettera aperta di Usb ai Ministri Roberto Speranza, Stefano Patuanelli e Nunzia Catalfo nella quale si esprime chiaramente il timore “che il rinnovo contrattuale, al netto della nostra critica, venga siglato e attivato regione per regione dando un altro colpo mortale al Servizio Sanitario Nazionale. L’Usb ritiene che questa non possa essere una strada percorribile e rivendica l’apertura di una serissima discussione che abbia come fine il contratto unico della sanità per arrivare al ripristino della condizione in cui una Sanità davvero Pubblica e davvero universale torni ad essere una priorità per questo paese”.