Lecco, 6 agosto 2020 – Il dettaglio per le province di Lecco e di Sondrio conferma la fase di rallentamento, principalmente imputabile agli effetti determinati dal Coronavirus. L’entità della riduzione si rivela però più contenuta rispetto a quanto esaminato a livello congiunto.

I dati dell’Osservatorio Congiunturale sui primi sei mesi del 2020 delineano uno scenario in decelerazione che interessa tutti gli indicatori; sono però rilevabili rallentamenti meno marcati rispetto a quelli registrati dalla media dei tre territori globalmente considerati e comprendendo quindi anche la provincia di Como.

“Le variazioni rilevate per il primo semestre scontano, evidentemente, gli effetti determinati dalla pandemia e dal periodo di lockdown, che hanno costretto molte aziende a sospendere o comunque a rallentare le attività tra la fine di marzo e l’inizio di maggio” – sottolinea il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Lorenzo Riva.

“Già l’inizio dell’anno – continua – aveva visto una situazione internazionale caratterizzata da turbolenze di mercato e tensioni commerciali, alla quale il Covid19 ha aggiunto criticità. L’attività produttiva è calata non solo in settori come l’automotive ma in linea generale, pagando il prezzo della ridotta fiducia riguardo ai consumi e agli investimenti. Anche l’export, una delle maggiori leve strategiche che hanno spinto la crescita delle aziende dei nostri territori, è diminuito nella prima metà dell’anno. Le previsioni formulate per il secondo semestre permangono negative, sempre a causa della forte incertezza che sta ancora caratterizzando i mercati, ma è riscontrabile un miglioramento rispetto ai dati del primo semestre: se non possiamo dirci usciti dalla crisi, dobbiamo sperare in questi segnali e basarci su di essi per il rilancio”.

“Nel quadro di rallentamento tracciato per il primo semestre 2020 rileviamo purtroppo anche giudizi di diminuzione dell’occupazione delle aziende dei nostri territori – commenta il Direttore Generale di Confindustria Lecco e Sondrio, Giulio Sirtori – con oltre una realtà su cinque che indica livelli in contrazione, a fronte di una percentuale più bassa di imprese che segnala un’espansione in questo senso. Significativo, naturalmente, il ricorso alla cassa integrazione, mentre anche le previsioni vedono risaltare il segno negativo rispetto a quello positivo, in un quadro dove prevale comunque la stabilità. Tuttavia, speriamo che gli elementi attualmente incerti, comprese le misure ancora da definire da parte del Governo, si possano tramutare in fattori positivi sui quali fare leva per la ripartenza: il manifatturiero del nostro territorio è pronto ed ha già dimostrato più volte di saper fronteggiare situazioni difficili”.