Lecco, 2 agosto 2020 – Parlare di donne e bellezza può essere scontato, ma non è così. Per molte donne la bellezza è stata anche schiavitù. Ma ora la tendenza è cambiata. Non è bello solo ciò che corrisponde a certi canoni ma è bello ciò che riesce a comunicare. Comunque andrà, un successo per le donne. Così argomenta, con riflessioni di grande effetto, la giornalista Tiziana Ferrario, prima di invitare Elisa Amoruso, regista di “Bellissime”, a spiegare il suo approccio: “È la storia di una madre che spinge le tre figlie a fare le baby modelle.

Diventate adolescenti, dopo anni in cui sono state costrette a pensare la bellezza secondo i soliti stereotipi, le ragazze con grande fatica, cercano di ribellarsi”.

LA TAVOLA ROTONDA
Costanza Rizzacasa D’Orsogna (giornalista del “Corriere della sera” e scrittrice) riprende il tema sul filo del suo romanzo “Non superare le dosi consigliate”: “La mamma di Tilde, la protagonista, è bulimica e anoressica ma soprattutto ha fame d’amore. E lo trasferisce alla sua piccola”.

Poi Antonietta De Lillo, regista e produttrice, che racconta il ruolo della tv: “Oggi, a differenza del passato, si sta cercando di offrire una visione non canonica della bellezza. Ma c’è da fare ancora molta strada”.

Angela Prudenzi, giornalista e membro del comitato di selezione della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, osserva che nel cinema italiano l’immagine femminile appare un po’ uniforme. E anche se il cambiamento è in atto, restiamo sempre in una bolla un po’ maschilista.

È anche l’opinione di Chiara Francini (scrittrice e attrice): “Ho deciso di raccontare i colori delle donne, che sono tutti belli perché alla fine siamo tutte fatte dallo stesso arcobaleno”.

Infine, l’intervento di Anna Crupi, amministratore unico Pharmalife research: “Nella mia azienda sono quasi tutte donne perché le donne sono abituate a gestire l’emergenza”.

In chiusura la consegna del premio “Donne oltre gli schermi” ad Antonietta De Lillo.