Lecco, 1 agosto 2020 – Peppino Ciresa e Mauro Gattinoni, candidato sindaco a Lecco rispettivamente per il centrodestra e per il centrosinistra, si sono confrontati a distanza sulle aperture e le chiusure degli uffici pubblici, che per Ciresa fanno emergere una situazione inaccettabile.

Peppino Ciresa, candidato sindaco del centrodestra, a “Un Cappello per Due”

“Mentre aziende e professionisti hanno ripreso da mesi le loro attività, rispettando le indicazioni dei protocolli di sicurezza, per il Comune di Lecco il lockdown non è ancora finito. Una situazione che non è accettabile perché frena la ripartenza in un momento in cui la parola d’ordine deve essere flessibilità, azione che applicherò fin dal primo giorno di mandato in caso di elezione a sindaco” ha dichiarato ieri Peppino Ciresa, candidato Sindaco della coalizione di centrodestra.

“Avvieremo immediatamente un nuovo programma di semplificazione e razionalizzazione per migliorare l’efficacia e la qualità dei servizi comunali rafforzando i principi di decertificazione e autocertificazione” spiega Ciresa. “Tale operazione inizierà partendo dall’ascolto dei cittadini e delle imprese, riteniamo infatti che per semplificare sia essenziale conoscere e avere sempre presente il punto di vista dei destinatari finali del procedimento amministrativo. Verrà creato un apposito sportello di “assistenza” per la partecipazione a bandi, regionali e comunitari, dedicato alle attività produttive,  e alle associazioni di volontariato per garantire un supporto costante e puntuale al tessuto economico sociale cittadino”.

“Creeremo inoltre punti di prossimità per un servizio al cittadino sempre più capillare attraverso convenzioni con soggetti privati (edicole, tabaccai, CAF), ampliando i punti di rilascio delle certificazioni anagrafiche presso sedi non istituzionali – sottolinea Ciresa – al fine di garantire il maggior decentramento possibile dei servizi anagrafici e favorire il rilascio dei certificati online in modo da assicurare una rete di appoggio agli sportelli comunali permettendo anche alle persone che non hanno accesso a internet di usufruire di questi servizi. I convenzionati dovranno garantire che ogni sede abbia almeno un operatore presente e la dotazione informatica necessaria con costi di allestimento e approvvigionamento a carico del gestore. Il personale sarà formato dal Comune e ogni operazione effettuata sarà tracciata nel dettaglio e avrà un costo fisso e calmierato”.

Ciresa ha poi concluso: “I dipendenti comunali nel periodo dell’emergenza hanno reso onore all’istituzione e hanno cercato di dare risposte efficaci in un momento di difficoltà e li ringrazio per quello che hanno fatto, ora però a maggior ragione serve che ciò che prima era considerato straordinario diventi ordinario per sostenere praticamente la ripresa del nostro sistema paese. Il momento che stiamo vivendo impone questo approccio e sono convinto che con la buona volontà di tutti si può porre fine in tempi rapidi a quest’impostazione che rischia di creare disservizi enormi al territorio, cosa che non possiamo permetterci”.

LA REPLICA DI GATTINONI

Il candidato del centrosinistra Mauro Gattinoni ha poi detto la sua sulla questione, smentendo le parole di Ciresa: “I dipendenti del Comune di Lecco, e di molti enti pubblici, hanno vissuto in prima persona la responsabilità di continuare a garantire i servizi a cittadini e imprese anche nel periodo difficilissimo del lock-down. Per onore di verità, occorre subito ribadire che nessun ufficio comunale è chiuso! Nessuno! Non è responsabile disorientare i cittadini con delle grossolane generalizzazioni, come sta facendo il candidato Giuseppe Ciresa, nel tentativo di recuperare qualche voto”.

Mauro Gattinoni, candidato sindaco del centrosinistra

“Nello specifico, le autocertificazioni stanno sostituendo gran parte dei certificati e sono lo strumento migliore per semplificare la vita ai cittadini– prosegue Gattinoni – e lo smart-working può addirittura diventare un’occasione in più per aumentare i servizi al cittadino, ampliando gli orari di servizio e le modalità di fruizione. Chi propone di trasferire ai commercianti la possibilità di stampare certificati comunali non dice che questa operazione ha un costo (mediamente 2 euro in più a certificato, nelle città dove è già stato sperimentato) che si giustifica soprattutto per le città molto ampie e popolose. Piuttosto dobbiamo garantire a tutti, con particolare attenzione ad anziani o a chi non ha gli strumenti informatici necessari, la possibilità di recarsi negli uffici comunali e ottenere celermente il documento che serve senza pagare un sovrapprezzo come invece avverrebbe presso tabaccherie ed edicole. Il problema non è lo smart-working ma migliorare i servizi, favorire l’innovazione dei processi e la reale digitalizzazione delle pratiche, migliorando alcune oggettive oggettive carenze come quella, per esempio, dell’accesso agli atti.”

“Ricordo – conclude Gattinoni – che moltissime aziende, comprese primarie realtà del made in Italy, hanno dato disposizione ai propri collaboratori di continuare a lavorare da casa fino a dicembre 2020, limitando al minimo gli spostamenti e gli incontri con clienti e fornitori, senza perdere efficienza. Occorre prudenza e soprattutto bisogna parlare conoscendo come stanno i fatti. Faccio un esempio concreto: chi ha fatto richiesta in Comune del certificato di iscrizione elettorale ha dovuto farlo via mail. Risultato? Il giorno successivo alla mail il certificato era pronto, sabato compreso.”