Lecco, 29 luglio 2020 – Secondo giorno di lezione per i ragazzi della summer school “Vuoi diventare Youtuber?”, il corso di formazione promosso da Fondazione Ente dello Spettacolo che si svolge all’interno di Donne oltre gli schermi: Lecco Film Fest dal 28 al 31 luglio. L’iniziativa è realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola finanziato da Miur e MiBACT con l’intento di avvicinare i più giovani al mondo dell’audiovisivo.

Oggi, a Palazzo delle Paure di Lecco, la mattinata è stata dedicata interamente alla scoperta delle donne lecchesi per eccellenza. Il tutto sempre in correlazione con quello che è il mandato del corso: realizzare dei video che raccontino la città di Lecco partendo dalle donne, dalle figure femminili non solo storiche o realmente esistite ma anche della letteratura, come la Lucia manzoniana.

Proprio da Lucia Mondella è incominciata questa rassegna. Gianfranco Scotti, giornalista ed esperto della cultura lombarda, ha raccontato una delle figure centrali del capolavoro di Alessandro Manzoni, leggendo alcuni passi esplicativi del romanzo.

«Una delle pagine più alte della letteratura italiana è sicuramente l’addio ai monti: la voce è quella di Lucia ma in realtà si tratta di un vero e proprio coro. È il momento in cui la prosa lascia spazio alla poesia».
Lucia racchiude in sé uno dei valori più cari alla fede cristiana, quello della speranza e lo dimostra alla fine quando, nonostante tutte le vicende capitatele, sostiene che i guai sono raddolciti dalla fede in Dio grazie alla quale diventano insegnamenti utili per una vita migliore.

Barbara Cattaneo, Direttrice Gestione servizi e attività museali del Si.M.U.L (Sistema Museale Urbano Lecchese ) ha invece parlato di Sofia Ceppi Badoni, ingegnere con la passione per l’arte e la filmografia, figlia di uno degli imprenditori che hanno segnato la storia dell’industria metallurgica lecchese, A lei si deve la realizzazione di un corto recentemente restaurato, preziosa testimonianza dell’industria del ferro locale ma soprattutto della trasformazione del territorio della Valle del Gerenzone. Barbara Cattaneo ha mostrato ai ragazzi il filmato che ritrae i lavoratori delle fabbriche e le officine metallurgiche lungo il fiume Gerenzone, ora arricchito dalla narrazione di Alberto Bonacina, mettendo in risalto gli elementi salienti dal punto di vista dell’analisi iconografica e simbolica.

Infine la giornalista e videomaker Sabrina Bonaiti ha concluso la mattinata con il ritratto di una delle poetesse più sensibili e intense del nostro panorama letterario: Antonia Pozzi. La Bonaiti infatti, insieme a Marco Ongania, ha realizzato un docufilm a lei dedicato, Il cielo dentro di me.
Proprio in nome di questa esperienza, ha raccontato il difficile processo di trasposizione dalla pagina allo schermo, spiegando ai ragazzi la necessità di ragionare per sguardi, cogliendo gli elementi caratterizzanti e la simbologia di cui la poesia della Pozzi è intrisa.
«Entrare nella vita di una donna richiede che il regista faccia un atto di coraggio: quello di identificarsi e al tempo stesso quello di creare qualcosa di nuovo, di proprio, che gli permetta di esprimere anche parte di sé in questo incrocio di sguardi».

A proposito di sguardo e di trasposizione sul grande schermo, domani pomeriggio, dopo la lezione mattutina del videomaker Pierre Faiazza, interverrà il critico cinematografico della Rivista del Cinematografo, Gianluca Arnone.