Bosisio, 23 luglio 2020 – Catello Tramparulo DELLA FP CGIL, Franca Bodega FP CISL e Vincenzo Falanga UIL FPL F.P. Fanno il punto sulla trattativa con la Nostra Famiglia.

L’Associazione La Nostra Famiglia non ha alcuna necessità di mettere mano alla modifica del contratto di lavoro per gli oltre 2.400 dipendenti di tutta Italia!

Dopo diversi incontri nelle ultime settimane, che hanno visto in prima fila le segreterie nazionali di FP CGIL, FP CISL e FPL UIL nell’esame dei dati economici e patrimoniali del bilancio de La Nostra Famiglia, l’analisi dei dati ha confermato la nostra posizione iniziale: non va modificato il contratto.

Ci sono state criticità evidenziate nell’analisi del bilancio, ma nessuna di questa può essere direttamente imputabile al costo del personale che da oltre 14 anni attende con ansia il meritato rinnovo contrattuale. FP CGIL, FP CISL e FPL UIL hanno da sempre ribadito piena disponibilità a discutere di un piano aziendale per il rilancio dell’associazione, proprio a partire dai punti di maggiore sofferenza evidenziati dall’analisi dei numeri e delle attività della stessa.

Nonostante queste aperture la posizione dell’associazione resta ancora distante dalle nostre: si continua a ribadire la necessità di cambiare il contratto nazionale, uscire dal comparto sanità per transitare nel contratto RSA CDR.
Come segreterie territoriali di FP CGIL Lecco FP CISL Monza Lecco e FPL UIL del Lario, unitamente alle RSU e RSA di tutte strutture lombarde dell’Associazione La Nostra Famiglia, sosteniamo la posizione assunta delle segretarie nazionali, riteniamo urgente che venga ritirata dal tavolo la decisione di modifica unilaterale del CCNL e ogni altra proposta che umilia e mortifica i diritti della lavoratici e dei lavoratori.

Dopo 14 anni di attesa per il rinnovo contrattuale è inaccettabile qualsiasi proposta “caritatevole”, ai lavoratori deve essere applicato nella sua interezza il nuovo contratto delle sanità privata, senza se e senza ma! Lavoratrici e lavoratori dell’Associazione La Nostra Famiglia hanno dimostrato, attraverso il loro impegno e la profonda passione per quello che fanno, di meritarsi il rispetto e la giusta considerazione da parte della proprietà.

Se in questi anni l’associazione è giustamente considerata un’eccellenza della cura, ricerca e riabilitazione a livello internazionale è grazie alle lavoratrici e ai lavoratori: tradire queste aspettative è inaccettabile.

Riteniamo che ci siano ancora spazi di confronto e discussione. È necessario fare un passo avanti, guardare in faccia i problemi e affrontarli seriamente. Non si può scaricare sul personale problemi originati da altri capitoli di spesa.

Come segreterie territoriali, in accordo con i rappresentanti dei lavoratori RSU e RSA, abbiamo sospeso ogni attività di protesta in rispetto del tavolo nazionale di confronto con l’associazione.

Ribadiamo che, in assenza di riscontri positivi, riprenderanno in tutte le sedi della Lombardia tutte le forme di lotta e protesta in difesa dei diritti e della dignità della lavoratrici e dei lavoratori.