Merate il 13 luglio 2020  – Piccola ma significativa contestazione a Giulio Gallera, assessore regionale al welfare questo pomeriggio davanti all’ospedale Mandic dov’era atteso dal direttore generale dell’Asst di Lecco Paolo Favini. Rappresentanti delle unità sindacali di base e lavoratori dell’ospedale, seppur in piccolo numero, hanno mostrato il proprio dissenso anche con striscioni dal tenore “Gallera dimettiti”. Alla fine nessun problema di ordine pubblico, anche per la massiccia presenza di forze dell’ordine, ma sicuramente un pomeriggio poco piacevole per l’assessore e i vertici dell’Asst accusati di non aver fatto tutto il possibile, nell’acme dell’emergenza sanitaria, per arginare la marea di contagi e di morti.

Ecco il nostro video servizio:

LA PROPOSTA E I PROGETTI DI ASST LECCO

Ma di cosa hanno parlato in aula Gallera e Favini? Di malattie croniche. I malati fragili affetti da patologie croniche evolutive rappresentano circa il 3,5 % della popolazione lecchese. E questi soffrono frequenti fasi di riacutizzazione o instabilità clinica, che evolvono gradualmente verso una traiettoria di fine vita (che coinvolge l’1 % circa della popolazione ogni anno). I pilastri in grado di supportare un modello di servizio sanitario che possa soddisfare questa complessità sono: la continuità assistenziale, il care management, la cooperazione, in un sistema a “Rete” capace di coinvolgere tutti gli stakeholder e l’adozione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. In questa cornice normativa e di sistema, la ASST di Lecco propone due importanti progetti finalizzati alla presa in carico dei pazienti anziani e/o fragili.

PROGETTO SPERIMENTALE DI RADIOLOGIA DOMICILIARE

Il “Progetto sperimentale di radiologia domiciliare” è stato proposto in ottemperanza alla nota della Direzione Generale Welfare del 30/03/2020 “Emergenza Covid-19. Indicazioni sull’impiego di apparecchiature radiologiche mobili per effettuazione di esami su pazienti allettati”. L’evoluzione dell’epidemia COVID-19, è stata caratterizzata da una significativa permanenza presso il domicilio di malati contagiati, imponendo la necessità di prevedere un uso intensivo di apparecchiature radiografiche mobili nell’ambito di quella che viene comunemente definita “radiologia domiciliare”, ovvero l’esecuzione dell’esame radiologico del torace su pazienti allettati al proprio domicilio.
Obiettivo del progetto è attuare un servizio di radiologia domiciliare a favore di persone anziane, disabili o le cui condizioni di salute non permettano il trasporto nella struttura ospedaliera, se non sottoponendo loro e i famigliari al grave disagio e/o rischio clinico. La radiologia domiciliare si configurerebbe come prestazione estemporanea specialistica domiciliare nel contesto dei servizi e percorsi domiciliari già garantiti dal Dipartimento della Fragilità.
La radiografia è eseguibile al letto del paziente (quindi senza doverlo in alcun modo trasportare), più economica, ripetibile. La Radiologia con tecnologia DR (digital radiography), ormai tecnologia matura, permette l’acquisizione dell’immagine radiologica direttamente in digitale che può essere poi trasmessa a sistemi interni dell’Azienda. Il progetto “Gestione integrata del percorso di cura ortogeriatrico” ha come obiettivo l’implementazione di un percorso assistenziale appropriato, dedicato alla presa in carico del malato anziano e fragile ricoverato in reparto ortopedico conseguentemente a frattura di femore prossimale o per interventi di elezione quali la protesi di anca o del ginocchio. Essa mira ad attuare un modello di cogestione da parte di un team multiprofessionale e multidisciplinare volto a favorire l’integrazione dei bisogni chirurgici, internistico/geriatrici e riabilitativi, dove ogni operatore
sanitario conserva ruoli e responsabilità specifiche.
Tale modello assistenziale richiede una precisa pianificazione del flusso operativo dal momento dell’accesso del paziente in Pronto Soccorso, con lo scopo di standardizzare le cure migliorando gli esiti più significativi quali mortalità, disabilità a lungo termine, istituzionalizzazione e ricoveri ripetuti, favorendo la dimissione al domicilio e ottimizzando l’appropriatezza dell’utilizzo del reparto di ortopedia, dedicato al ricovero per acuti.
Per favorire l’adeguata implementazione del percorso ortogeriatrico, si avvierà una fase pilota della durata di 3 mesi presso il presidio ospedaliero di Merate a partire dal 15 Luglio 2020.

GALLERA: “PROGETTI PER LA CURA DELLA PERSONA”


Gallera, alla fine, ha affermato: «I progetti che presentiamo oggi vanno nella direzione di favorire la cura della persona, nella sua totalità, con risposte articolate e multidisciplinari ai suoi bisogni. Risposte che si declinano
attraverso percorsi diagnostici e terapeutici specifici all’insegna dell’integrazione fra servizi ospedalieri e territoriali, a beneficio soprattutto dei pazienti più fragili, in perfetta armonia con le azioni e le strategie adottate da Regione Lombardia”. Anche il sindaco di Merate Massimo Panzeri ha ammesso: «L’emergenza epidemiologica da COVID19 da cui stiamo lentamente e faticosamente uscendo in queste settimane ci lascia da un lato la consapevolezza della centralità del presidio ospedaliero di Merate rispetto al nostro territorio, dall’altro però ha evidenziato la necessità di un potenziamento della medicina di territorio. Questi due progetti che vengono presentati oggi vanno assolutamente
in tal direzione. Il nostro Ente sosterrà e promuoverà tutte le iniziative che andranno a migliorare
la qualità e la puntualità dei servizi offerti ai nostri Cittadini”.