Lecco, 11 giugno – 256 pagine testo e immagini che ripercorrono la nostra storia dalle origini sino alle recenti avventure in Patagonia e al Bhagirathi IV. Il nuovo libro dedicato ai Ragni di Lecco è ormai pronto per la distribuzione nelle librerie e anche noi che ne abbiamo seguito passo passo la gestazione siamo ansiosi di vederlo finalmente sugli scaffali e di poterlo sfogliare.

È trascorso quasi un quarto di secolo, infatti, dalla pubblicazione della prima e unica opera dedicata alla storia dei Ragni, realizzata nel 1996 da Alberto Benini, in occasione del 50esimo anniversario di fondazione del Gruppo.

SERAFINO RIPAMONTI
Il nuovo libro realizzato Serafino Ripamonti – egli stesso Ragno e giornalista che da sempre lavora nel settore della comunicazione legata agli sport outdoor – ripercorre la vita nostro sodalizio a partire dalla sua nascita, nel 1946, per arrivare fino all’oggi.

Le pagine del libro raccontano 74 anni fatti di grandi avventure e personaggi ormai entrati nella storia dell’alpinismo mondiale, cercando però di tenere sempre in evidenza quell’identità che, pur nel cambiamento dei tempi e della società, e a volte con momenti di forte conflittualità, continua a rappresentare i Ragni e il loro modo di vivere la scalata: l’essere, appunto, un gruppo, una realtà in cui il confronto fra le generazioni, la condivisione di una tradizione e la collaborazione comune sono il viatico per realizzare sogni che probabilmente sarebbero preclusi ai singoli.

LE FOTO STORICHE
Ad arricchire il fascino di questo racconto contribuiscono le numerose immagini provenienti dall’archivio storico che, come Gruppo Ragni, negli scorsi anni abbiamo provveduto a digitalizzare e da quelli di tanti amici che si sono resi disponibili per collaborare alla realizzazione dell’opera.

Un ringraziamento speciale va ai nostri “senatori”, che, anche in questa occasione, sono stati pronti ad aprire i cassetti della loro memoria, dai quali sono usciti, più vividi che mai, i ricordi delle avventure vissute sulle montagne più belle e più difficili del mondo.

Non ci resta che augurare a tutti una buona lettura, auspicando che quest’opera possa rappresentare un contributo alla conservazione e alla promozione di quella cultura della montagna e dell’alpinismo che rappresenta un prezioso elemento di identità per il territorio lecchese e di cui i Ragni, con la loro storia, sono frutto.