Lecco, 5 giugno 2020 –  Il Comitato Pendolari Como-Lecco ha inviato una lettera all’assessore regionale alle  Infrastrutture trasporti e mobilità sostenibile Claudia Maria Terzi, ad alcuni consiglieri regionali e a tutti i sindaci dei comuni attraversati dalla linea Como-Lecco, per mettere nuovamente in luce i servizi della linea ferroviaria.

“Egr. Assessore Terzi,
Egr. Consigliere Presidente Fermi
Egr. Consigliere Sottosegretario Turba
Egr.i Consiglieri Regionali, Presidenti di Provincia, Sindaci, Assessori e Consiglieri Comunali

Le avevamo scritto il 29 marzo, suggerendo l’incremento di servizio che a nostro avviso Trenord avrebbe dovuto apportare per consentire l’utilizzabilità della linea Como-Lecco da parte dei viaggiatori a decorrere dalla cosiddetta fase 2 dell’emergenza Covid; purtroppo non abbiamo ricevuto una Sua risposta e sulla Como-Lecco vengono effettuate solamente 10 corse delle 23 abituali e al mattino vi sono solamente una corsa per direzione e un buco di ben 6 ore senza alcun treno: praticamente un servizio azzoppato che non può fare altro che costringere i viaggiatori a trovare alternative, in sostanza un NON SERVIZIO. Come si può pretendere che con una sola corsa al mattino le persone prendano il treno? Resta poi inoltre l’enorme buco di servizio: 6 ore senza un treno significa scoraggiare totalmente l’utilizzo del treno e farli circolare vuoti.
Ora, verificando l’orario pubblicato da Trenord, valido dal 3 giugno, ci rammarichiamo del fatto che sulla linea Como-Lecco resterà ancora in vigore l’orario ridottissimo del periodo Covid; questo NON permette l’utilizzo dei treni da parte di molti viaggiatori, a causa della ridotta quantità di corse, in particolare al mattino.
Alla luce del fatto che, come ben sa anche Lei, i treni che circolano sulla Como-Lecco sono treni diesel e quindi non possono essere utilizzati altrove per rinforzare le composizioni e offrire quindi più posti sulle linee più frequentate, vorremmo sapere per quale motivo si è deciso di penalizzare la Como-Lecco -e tutto il territorio attraversato dalla linea, decidendo di non ripristinare il servizio con il numero di corse pre- Covid.
Scartata la giustificazione del materiale rotabile non disponibile o spostato su altre linee e considerando che la frequentazione della linea è ad oggi molto bassa proprio a causa della scarsità di servizio, ci sfugge quale possa essere il motivo per penalizzare in questo modo la Brianza lecchese e quella comasca.
Restiamo in attesa di una Sua risposta, che crediamo non interessi solamente noi, ma tutto il territorio della Como-Lecco, che a nostro avviso non merita un trattamento come quello attuale: il 43% dei treni e un buco di 6 ore al mattino.
Auspicando un cortese riscontro, Le porgiamo distinti saluti.
Per il COMITATO PENDOLARI COMO-LECCO, Giovanni Galimberti.”