Lecco, 1 giugno 2020 – Nasce da un’idea del musicista e producer Stefano Fumagalli e del designer Marco Menaballi “Senti come suona”, una proposta per individuare tornare a vivere eventi culturali nella città di Lecco, in piena sicurezza.

Il progetto consiste nell’individuare aree adatte per ospitare artisti di strada e renderle luoghi di cultura. Un progetto che vuole dare voce a musicisti, attori e performers del territorio, aperto alla cittadinanza e in cui il rispetto del prossimo (con distanziamento e mascherine), dell’ambiente (con zero rifiuti o consumo di elettricità) e degli orari (per non disturbare il vicinato) sono elementi imprescindibili.

Senti come suona non si propone come un organizzatore di eventi, bensì come un format da condividere seguendo alcune semplici e chiare regole che permettano, una volta scelto il luogo in cui fare cultura e lavorato in sinergia con le istituzioni, di dare voce all’arte e di condividere una filosofia spiccatamente democratica – fatta di esibizioni da trenta minuti per artista – e contemporaneamente sostenibile.

Un render di presentazione

“L’idea – spiega Stefano Fumagallimi è venuta spontaneamente, associando tre esperienze distinte. Da un lato c’è la mia professione e passione, quella del musicista, che mi ha portato anche a fare l’esperienza di busker: due anni fa, insieme a mia moglie Federica Spreafico – lei cantante e io chitarrista – abbiamo trascorso un mese sulla costa oceanica tra Francia e Spagna, suonando in scenari stupendi. A questo aggiungiamo la situazione attuale, con la pandemia e tutto ciò che comporta. Quando ho visto la segnaletica di distanziamento in alcuni bar e negozi ho pensato: perché non usarla per la musica e per gli spettacoli dal vivo? Dopo l’allentamento del lockdown, ho più volte passeggiato al tramonto sul lungolago di Lecco e ho immaginato di trasformare la vecchia tribuna per le gare di canottaggio in un piccolo hub per la musica e la performance di strada. Ho anche una connessione “genetica” con questo luogo, visto che il mio bisnonno (Angelo Pietro Panzeri) contribuì alla sua costruzione. Ho parlato di questa idea con l’amico Marco Menaballi, che con occhio da designer l’ha sintetizzata in grafica e immagini”.

Il logo di “Senti come suona”

Una collaborazione, quella con l’art director Marco Menaballi, che in poco tempo ha visto nascere Senti come suona, nome e logo che prendono spunto, come spiega lo stesso designer, da “una canzone della band Sangue misto. Senti come suona è la frase perfetta che racchiude l’ascolto della musica dal punto di vista dell’osservatore. Proprio come accade in questa proposta, gialla come il sole, che ha nel suo layout grafico una X disegnata e che segna un luogo, il posto dove accade la magia della musica.

Senti come suona – continua Menaballi – è un concetto libero, disegnato con un carattere tipografico storico e che fa della semplicità la sua forza. Si tratta del font helvetica, usato da Massimo Vignelli nel suo design della metropolitana di New York: un omaggio, quindi, al designer, maestro delle indicazioni e della segnaletica. Come lo è lo stencil che segna il posto dello spettatore distanziato dagli altri, così da rispettare le norme in questo periodo di Covid-19. Senti come suona è, infine, un logo libero e che tutti possono utilizzare: perché, anche se ha le radici nell’hip hop, trova significato in qualsiasi genere musicale”.

Punto di riferimento per il progetto è la pagina Facebook dedicata, dove è possibile trovare informazioni sulle regole e sulle istruzioni per artisti e pubblico e dove scaricare, tramite link, il materiale grafico per realizzare progetti render delle aree, stampare stencil per disegnare a terra le grafiche.

La nostra intervista realizzata con Stefano Fumagalli e Marco Menaballi: