Lecco 21 maggio 2020 – Assume contorni meglio definiti l’aggresione di ieri sera in piazza, avvenuta tra homeless. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri del nucleo operativo radiomobile guidati dal colonnello Arneodo, due senza casa, un ucraino e un palermitano, già noti alle forze dell’ordine per piccole risse e disturbo alla quiete pubblica, hanno cominciato a litigare. Probabilmente, da testimoni oculari, ma la cosa non era nota fino a stamane ai Carabinieri che curano le indagini, uno dei due, l’aggressore ucraino, era anche alticcio. E sul posto, da nostro sopralluogo, sono stati trovati due cartoni di vino. Detto questo, l’aggressore, al culmine della discussione, ha preso le sedie di una attività di ristorazione di piazza XX Settembre e le ha usate come corpo contundente per malmenare il malcapitato avversario. Quest’ultimo, il palermitano, che ha avuto la peggio, ha riportato ferite lacero contuse che sono state curate al Pronto Soccorso in ospedale dove è stato trasportato in codice verde con un’ambulanza. Ieri sera sul posto erano presenti due volanti della Polizia e una gazzella dei Carabinieri, un’auto medica e un’ambulanza del 118.

UN EPISODIO CHE NON SI SA QUALE ESITO GIUDIZIARIO POTRA AVERE

Il senza tetto che ha aggredito il suo rivale non è stato arrestato anche se per decidere il da farsi si aspetta quando sarà dimessa la sua controparte per capire quanti giorni di prognosi saranno dati. Da questo, ovvero dalla lievità o meno delle ferite, dipenderanno i passi giudiziari successivi. Ricordiamo, infatti, che per una “banale” lite senza utilizzo di armi bianche e con prognosi sotto i 20 giorni, la querela è di parte. Ovvero dovrebbe esserci una denuncia del senza casa palermitano nei confronti dell’ucraino. E comunque scatterebbe una denuncia a piede libero.

Piazza XX Settembre – I tavolini teatro della lite di mercoledì notte
Piazza XX Settembre – I tavolini usati come corpo contundente nel corso della rissa
Piazza XX Settembre – Altre immagini del teatro della rissa
Piazza XX Settembre – Carabinieri in piazza ieri mattina dopo il trambusto di mercoledì notte

Il problema è il senso di insicurezza, che non c’entra con il coronavirus, dato da situazioni come queste che sempre più spesso si svolgono in pieno centro e hanno per protagonisti senza tetto, come ci hanno ricordato molti commercianti del “salotto buono”. Molti di loro ci hanno raccontato che ieri, prima dell’episodio notturno, le forze dell’ordine erano già intervenute più volte. E altri hanno parlato di frequenti liti per l’assegnazione dei “posti” di ricovero provvisori tra le volte di piazza Affari piuttosto che in altri rifugi di fortuna. Ricordiamo però che non è un problema di Polizia, ma di presa in carico sociale. Ovvero sono i servizi sociali e di accompagnamento alla persona a dover intervenire perché in casi di ferite “lievissime” (con prognosi inferiori ai 20 giorni), le forze dell’Ordine hanno, per legge, le mani legate. Si potrà valutare un Daspo cittadino, se ce ne saranno i presupposti. Oppure, meglio, l’offerta di un percorso di riabilitazione sociale per i soggetti coinvolti. Ma per iniziare un percorso, naturalmente, ci vuole la volontà di entrambe le parti: Comune e soggetti interessati. Anche per l’accesso all’ostello della solidarietà di Maggianico, gestito da Caritas Ambrosiana, i soggetti devono essere d’accordo nell’accettare un progetto di reinserimento sociale e rispettare determinate regole.