Lecco, 9 maggio 2020. Dopo questi primi 5 giorni di fase 2, il sindaco di Pescate Dante De Capitani si dice profondamente amareggiato di come buona parte degli utenti della ciclopista a lago, specialmente quelli che provengono da fuori paese  si stanno comportando”. De Capitani aveva già emanato un’ordinanza anti-coronavirus, che – a quanto dice – non è servita fino in fondo.

“La cittadinanza continua a segnalarmi decine di persone e ciclisti in giro senza mascherina, nonostante l’obbligo imposto dalla mia ordinanza e da quella regionale. Gente  anche adulta che gioca al pallone, padri di famiglia compresi, assembramenti sulle panchine e sulle staccionate. Oppure chi la mascherina ce l’ha sul mento o sulla fronte e la posiziona solo quando vede in lontananza la pattuglia della polizia locale. O anche bagnanti distesi al parco La Punta a prendere il sole già in questi primi giorni di maggio. Così senza la consapevolezza del pericolo, il virus non lo debelliamo più”.

UN WEEK-END DECISIVO

Per il sindaco, il prossimo fine settimana sarà importante per la battaglia al covid e minaccia di prendere provvedimenti immediati.

“Ricordo che tutti gli spostamenti devono ancora essere motivati e autocertificati,  e che non si possono ancora praticare attività ludiche o ricreative almeno fino al 18 maggio. Corriamo il rischio davvero che sulle sponde del lago, con l’approssimarsi della stagione estiva  sto maledetto trovi facile pane per i suoi denti. Questo weekend sarà decisivo.

Se la polizia locale che pattuglierà le sponde del lago per tutta la durata del servizio con ordine tolleranza zero su assembramenti e mascherine, mi confermerà  i comportamenti irrispettosi delle regole, sono pronto a chiudere tutti i parchi a lago già da lunedì prossimo, come già fatto con le aree gioco bimbi e i bagni chimici. Non permetterò che  sulle sponde a lago ci siano assembramenti tipo quello ai navigli di Milano. Ho chiuso per tre volte gli svincoli del Terzo Ponte, figuriamoci se mi faccio problemi a chiudere tutte le sponde del lago per tutelare la salute dei miei cittadini.

Quindi se se non si acquisirà consapevolezza che siamo ancora in emergenza pandemica e che stanno morendo ancora persone oltre alle 800 che sono già decedute nel lecchese, da lunedì prossimo non solo non si potrà fare attività motoria a Pescate partendo da casa con l’automobile, ma non la si potrà fare comunque”.

“NON SI CAMBIA NEMMENO SE LO CHIEDE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA”

De Capitani ha poi chiuso rispondendo a chi critica le sue ordinanze sindacali, su cui è irremovibile.

“E per quelli – pochi per fortuna- che dicono che il prefetto ha reso inefficaci le nostre ordinanze sindacali, come se fossimo oltre ottanta sprovveduti, mettetevelo bene in testa che a Pescate ci sono queste regole e non si cambia pure se me lo chiedesse neanche il prefetto ma il presidente della Repubblica in persona. Tolleranza zero assoluta e i miei agenti di polizia locale stanno sanzionando. ‘Sto covid-19 maledetto mi ha portato via un amico, ha ridotto in fin di vita dei miei cittadini, ha costretto alla terapia intensiva una mamma con figli piccoli e non permetterò che quattro imbecilli senza mascherina e senza rispetto per le ordinanze possano causare altri danni per il gusto di fare attività motoria intensa in mezzo ad una ciclopedonale larga 2 metri e mezzo. È chiaro?”