Il sindaco di Pescate De Capitani ha comprato centinaia di mascherine per distribuirle ai cittadini prima ancora di averle ricevute dalla Protezione Civile

Pescate l’8 maggio 2020 – “La nostra pazienza è finita”. Il vulcanico sindaco di Pescate Dante De Capitani entra a gamba tesa su Ats Brianza e vertici regionali e “minaccia” di andare a far testare i propri concittadini anche fuori regione, se sarà il caso. Stiamo parlando dei tanto discussi test sierologici che nessuno sa, effettivamente, a chi e come vengono fatti: in teoria a personale medico e sanitario in prima linea e a dimessi o in quarantena. In pratica si capisce come i 653 “testati” dichiarati da Gallera l’altra sera siano troppo pochi per rappresentare tutte queste catetgorie. E, soprattutto, si susseguono le testimonianze di chi, anche a casa in quarantena fiduciaria, non sia mai stato né “testato” né tantomeno “tamponato”. I racconti in merito sono tantissimi.

E Dante De Capitani che di pazienza non ne ha troppo ha preso carta e penna e ha scritto a tutti. Ats, Fontana, Ministro della Salute e compagnia cantante.  Perché? La spiegazione è in queste righe: “In relazione alla pesante emergenza pandemica ancora in atto, alle comunicazioni non esaurienti ai sindaci dell’Ats Brianza in ordine alla metodologia e priorità dei test naso-faringei, chiedendo ai sindaci di evitare “iniziative sparse e non coordinate da parte dei singoli comuni”, a distanza di oltre tre mesi dall’inizio della situazione epidemiologica, ancora non si conoscono le tempistiche relative all’effettazione di questi test. La considerazione del fatto che questa settimana centinaia di migliaia di cittadini della Regione Lombardia pure quelli con caratteristiche di sintomatologia del virus, sono tornati a lavorare e a svolgere le loro funzioni sociali e produttive senza un controllo sanitario accertativo, denota gravi ritardi in ordine alla conduzione di questi test sierologici e relativi tamponi di accertamento diagnostico che, come sindaci di comuni della Regione Lombardia, non riteniamo di dover più accettare, né comprendere”.
De Capitani si chiede, e noi con lui, perché “vi siano tanti e tali impedimenti ad effettuare tamponi naso-faringei ai
cittadini sintomatici non ricoverati”, in Lombardia. Il sindaco di Pescate parla di cittadini “abbandonati a sé stessi”.
“Vi chiediamo quindi di voler esporre con la massima chiarezza quali siano questi motivi ostativi alla mancanza di tamponi naso-faringei, pregandoVi di non insistere sul fatto di non avere sufficienti disponibilità di reagenti chimici o presidi medicali o tecnologici all’uopo o altre difficoltà di approvvigionamento, giacchè dopo mesi di pandemia come l’attuale, qualunque sostanza medicale, elemento chimico, reagente, o altro, in un distretto territoriale serio quale il nostro, si trova, si acquista, e nel caso si produce”.

Da queste parole l’ultimatum: “Se entro due settimane non avremo risposte certe sulla tempistica di somministrazione dei test sierologici con relativi tamponi ai nostri cittadini sintomatici o ex posti in quarantena che ne faranno richiesta, è nostra intenzione visto che l’ATS locale non sarà apparsa nel frangente in grado di soddisfare le legittime istanze della cittadinanza, rivolgerci ad altre ATS anche al di fuori dei confini della Regione Lombardia, organizzando anche viaggi dedicati per ivi avere i servizi costituzionalmente dovuti.In successiva o contemporanea istanza e procedendo senza indugio, chiederemo di essere ricevuti personalmente dal Sig. Ministro della Salute per comprendere come si possano avere – pur con tutte le giustificazioni per l’eccezionalità dell’evento – tali problematiche in ambito sanitario in Italia e nella zona d’Italia più colpita dalla pandemia e quindi in quella che conseguentemente avrebbe dovuto attrezzarsi per essere la meglio efficiente ed organizzata, a distanza di mesi dall’inizio della fase epidemiologica”.