Lecco l’8 maggio 2020 – “Sul fronte dei sentieri e dei percorsi escursionistici di cui il nostro territorio è ricco, ho raccolto in questi giorni le obiezioni di chi attende con ansia di poter tornare a percorrerli, oltre che letto interventi di esponenti politici che riportano informazioni prive di fondamento e per questo passo qui in rassegna sia le modalità, sia le ragioni delle decisioni assunte”.

A parlare è il sindaco Virginio Brivio

Il sindaco Virginio Brivio a Palazzo delle Paure

che spiega i provvedimenti assunti: “L’ordinanza criticata, che peraltro riapre l’80% degli spazi precedentemente chiusi in città, è stata da me adottata con il parere favorevole di tutti i membri dell’unità di crisi locale (tra i quali sono presenti Questura, ATS, Vigili del fuoco) e della Prefettura.  Ciò che conta per davvero comunque è costruire le condizioni per una riapertura in sicurezza dei nostri numerosi sentieri e di tutti i nostri percorsi escursionistici. E quando parlo di sicurezza non penso solo al Covid-19, ma anche alle conseguenze che l’emergenza sanitaria nel suo complesso ha generato”.

Una cosa per Brivio è certa: “Occorre riaprire il 18 maggio alle nostre tanto amate escursioni con la consapevolezza che i servizi di recupero e sanitari sono ancora impegnati su di un fronte più complesso, che inevitabilmente condiziona la loro capacità di intervento; occorre riaprire, ma non prima di aver, anche per questo motivo, riservato un’attenzione particolare alle condizioni in cui i tracciati versano, dopo due mesi di abbandono; occorre riaprire, ma occorre anche avere ben chiaro cosa questa riapertura significherà”.

Riaprire significherà poter ritornare a fare attività fisica e sportiva in un ambiente naturale eccezionale, ma individualmente. “La montagna ritornerà percorribile, ma ancora per molto cesserà di rappresentare un luogo di “ritrovo e aggregazione”, perché anche in montagna dovremo rispettare tutte le cautele che già ci siamo abituati a rispettare in città. La montagna non sarà un porto franco, ma un luogo che, al pari di qualunque altro, dovrà essere frequentato con la massima attenzione e con una cautela in più, che prevenga difficili interventi di soccorso.  E su questo fronte abbiamo trovato la piena convergenza del mondo della montagna, e di chi di sicurezza in montagna si occupa: le associazioni alpinistiche di Lecco, gli alpini, i rifugisti, il Soccorso Alpino e Speleologico, l’AREU e i Vigili del Fuoco di Lecco, che mercoledì abbiamo incontrato per un’azione coordinata”.

In questi pochi giorni che ci separano dalla riapertura i rifugisti e le associazioni che seguono la manutenzione di porzioni delle nostre reti escursionistiche verificheranno le condizioni delle stesse, a partire dal 18 maggio (questo è altrettanto importante) ritornerà operativa anche la funivia dei Piani d’Erna, ulteriore elemento di garanzia rispetto ad eventuali necessità di sorta collegate con la riapertura dei sentieri.

E nei rifugi? “Andranno osservate le medesime accortezze che siamo chiamati a rispettare in città, questi servizi forniranno infatti ristoro “da asporto” (secondo le indicazioni normative), in una modalità quindi che non agevoli l’assembramento, che rimane vietato. All’imbocco dei maggiori sentieri e nei principali luoghi di sosta saranno affissi dei cartelli recanti le più importanti indicazioni alle quali ci dovremo attenere, mentre fondamentale rimane la responsabilità che ciascuno di noi ha dimostrato di saper avere in queste settimane. Permarrà naturalmente il divieto di percorrerli (così come di uscire di casa) per tutti coloro i quali risultano affetti da Covid-19, sono in quarantena, sottoposti a misure di sorveglianza attiva o con febbre superiore a 37,5°. Sembrano indicazioni scontate, ma la preoccupazione del Comune e di tutti gli operatori della montagna è che, dal momento che la rete dei sentieri riaprirà a tutti, esperti e meno esperti, queste indicazioni siano recepite in maniera corretta, e non sono evidentemente ragioni politiche a consigliare prudenza”.

Nei prossimi giorni si spera che Regione Lombardia completi il quadro delle indicazioni, chiarendo l’accessibilità o meno (ed eventualmente a quali condizioni) di falesie e ferrate, per lo svolgimento dell’arrampicata libera e sportiva.