Lecco, il 28 aprile 2020 – E’ stata riposizionata lunedì pomeriggio, alla vigilia dell’anniversario del contestato episodio del 28 aprile 1945, la lapide che ricorda la fucilazione dei sedici ufficiali e sottufficiali dei reparti “Leonessa” e “Perugia” della Rsi, avvenuta a opera dei partigiani che li avevano messi al muro dopo che i soldati della Repubblica Sociale Italiana avevano sparato, uccidendoli, dei partigiani recanti la bandiera bianca, nella cosiddetta battaglia di via Como, traversa di corso Martiri, dei giorni precedenti. Il Comune dopo ampie e accese discussioni tra le varie parti del consiglio comunale, aveva fatto apporre questa lapide al muro di quello che fu il campo ai Cantarelli (poi diventato lo stadio cittadino) e che recava una nuova scritta (nella foto), ma mani ignote l’avevano rimossa e gettata nel Caldone nel dicembre scorso, dove l’aveva poi trovata Alberto Anghileri di “Con la Sinistra Cambia Lecco”. Ma nel corso degli anni, dal 2001, quando recava una scritta diversa, fino al 2010 quando venne rimossa ufficialmente quella vecchia, sostituita da quella nuova recante la nuova dicitura, la targa è stata più volte oggetto di discussione tra chi la vorrebbe vedere sparire per sempre e chi, invece, la onorava per dare memoria dei militi fascisti fucilati…

L’assessore ai Lavori Pubblici Corrado Valsecchi ha provveduto a ridipingere i muri imbrattati da scritte e a riposizionare la targa metallica opportunamente ripulita. Alcuni militanti del Comitato 28 aprile, poi (non addetti del Comune), hanno provveduto, come avviene ogni anno da trent’anni a questa parte, nel tardo pomeriggio, ad apporre una corona d’alloro in memoria dei fucilati.

La corona d’allora apposta dal Comitato 28 aprile

La targa di via Pascoli che ricorda i fatti del 28 aprile 1945 e la fucilazione di 16 militi della Rsi decisa dal Cln