Lecco, 13 aprile 2020. Le direttive per il contenimento del Coronavirus hanno di fatto ridotto l’accesso alla rete fisica del gioco d’azzardo, un fenomeno sociale che ha raggiunto proporzioni enormi nel nostro Paese. Con le slot spente, tuttavia, si evidenzia un notevole crollo dei movimenti economici relativi a questo settore. D’altro canto, la permanenza a casa potrebbe spalancare le porte ad un’altra forma di gioco, il gioco online, che già da anni ha registrato un incremento esponenziale.

In tempi di Covid, abbiamo provato ad inquadrare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico alla luce del particolare periodo che stiamo vivendo, prendendone in esame le implicazioni e le conseguenze sui giocatori e sulla società. A spiegarci cosa sta accadendo in questo ambito, con particolare riferimento alla provincia di Lecco, è Angelo Castellani, educazione professionale nell’ambito del gioco d’azzardo e in servizio presso il NOA dell’Asst di Lecco.

Il servizio, nello specifico, attivo su tutte e tre le sedi ospedaliere dell’Asst di Lecco (Lecco, Merate e Bellano) dal 2009 ha seguito 457 persone. Il trend si mantiene costante negli anni, con circa 80-90 persone in carico al servizio ogni anno.

 

Giulia Achler intervista Angelo Castellani.