Lecco, 10 aprile 2020. Il sindaco di Lecco Virginio Brivio, nella sua newsletter settimanale, ha scritto ai lecchesi confidando nella loro responsabilità:

Senza voler sparigliare le gerarchie, di sicuro la Pasqua è la quint’essenza delle festività e delle feste. Il valore della resurrezione è il cuore della tradizione cristiana, ma non vi è dubbio che il sacro si intrecci con il profano di una tradizione laica che attribuisce a questi giorni il significato dell’apertura sociale, della primavera che esplode e che induce ai prati verdi, alle scampagnate, alle gite fuori porta, alle visite alle città d’arte e agli incontri senza confini.

Il sindaco Brivio è intervenuto questa mattina al Cappello sulla Notizia di Marcello Villani:

Il Cappello sulla Notizia di Marcello Villani – In collegamento con il sindaco Virginio Brivio

Il Cappello sulla Notizia di Marcello Villani – In collegamento con il sindaco Virginio Brivio

Pubblicato da Lecco FM su Giovedì 9 aprile 2020

I CITTADINI SONO RESPONSABILI

Il sindaco continua confidando nel buonsenso e nella sensibilità dei lecchesi:

Il prevosto monsignor Milani con il sindaco Brivio nella preghiera di affidamento al Santo Patrono di martedì 24 marzo scorso

Il coronavirus ha avvelenato le nostre vite, rovesciando usi e costumi: chiese vuote, fiori di silenzio, traffico in folle. Siamo ancora in piena battaglia, aggrappati alle curve, ai picchi, agli algoritmi, partecipi di un fenomeno che sta sconvolgendo il mondo e minaccia di ipotecare il futuro. Come sindaco, tuttavia, non posso lasciarmi inghiottire dal pessimismo e preferisco l’ottimismo della volontà fuso con l’intelligenza della scienza.

Vedo attorno a me cittadini responsabili e, davanti alle trasgressioni di minoranze, mi permetto di sollecitare ciascuno di voi a farsi promotore di un passa parola capillare, garbato e terapeutico. Le tentazioni in questi giorni, complici il cielo e il clima, saranno seducenti, ma sappiamo anche che un errore oggi sarà pagato a caro prezzo domani e non solo sul piano individuale. Vivo in mezzo a queste temperie come ciascuno di voi e perciò, al di là delle raccomandazioni di rito proprie dell’amministratore, voglio esprimere la mia vicinanza e, come comune, essere a servizio di chi ha bisogno: per diventare comunità con voi e preparare con scrupolo i mesi a venire.

“Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”: vecchio adagio popolare ma che ha sempre avuto anche un suo significato quasi sociologico. Rovesciandolo in questo scorcio di vita, lo metto sottosopra: facciamo Pasqua (coltivando per chi è credente l’intimità della preghiera e la gioia dell’evento) con la nostra famiglia e poi chissà che il prossimo Natale non diventi il giorno di una “resurrezione universale”.