Lecco, 08 marzo 2020. Il Dott. Daniele Blaseotto, medico di medicina generale attivo a Lecco da circa 30 anni, dopo aver da poco sconfitto il Covid-19 contratto in forma aggressiva ha scritto una lettera all’on. Giancarlo Giorgetti, vicesegretario federale della Lega, in merito a quanto da quest’ultimo sostenuto -nel corso della partecipazione al programma “Report” – sull’attività dei medici di medicina generale. 

Di seguito il testo della lettera.

Signor onorevole, sono Daniele Blaseotto un medico di medicina generale che svolge la sua attività a Lecco da circa 30 anni.

L’ho appena scampata dal Covid 19 dopo una settimana a casa e ben 22 giorni di cui 10 molto critici di ricovero all’ospedale. Penso di essere un miracolato.

Ho visto lunedì sera a Report l’intervista che lei ha rilasciato lo scorso anno sui medici di medicina generale.

Le sue parole sono terribili, da brivido!

Non sapendo come raggiungerla ho scelto l’unico strumento che mi è possibile in questo periodo ancora di quarantena: una lettera aperta che darò a chi potrà diffonderla.

Tra un po’ tornerò in trincea, perché il campo di lavoro dei medici di medicina generale, contrariamente alle sue terribili parole, è la trincea e sarà ancora più dura di quanto non lo sia stato finora.

Le sue parole sono scioccanti e se questo è il pensiero di una persona che dovrebbe avere delle responsabilità politiche, quindi occuparsi anche dei bisogni della gente, è ulteriormente chiaro che la catastrofe successa in Lombardia, e non ancora finita, non può essere attribuita a un nefasto destino.

Ci sono pesanti responsabilità e tanti responsabili che dovranno rendere conto del loro operato.

Le sue parole evidenziano due cose: la prima è che lei non conosce il mondo dei medici di medicina generale, quello che lei dice che è finito, perché più nessuno va dal medico di medicina generale. Forse conosce, come dice, solo il mondo del collega del suo piccolo paesello (chissà se anche lui la penserà così).

La seconda cosa è che nel suo pensiero le sfugge il concetto di “umanità” e quindi il servizio all’uomo e per l’uomo di cui si occupa la medicina generale. Ci si è dimenticati dell’uomo, delle sue fragilità, delle sue sofferenze. Vada ad incontrare i medici di medicina generale, trascorra un po’ del suo tempo nelle sale d’aspetto degli ambulatori, parli con i pazienti che hanno più di 50 anni, che sono la più parte e vedrà che la realtà che lei ha in testa e che racconta è tutt’altra cosa.

Se non si parte dall’uomo le analisi che lei fa non servono a nulla.

Le differenziazioni politiche devono servire a migliorare il servizio all’uomo non a rimarcare le proprie convinzioni, che, nel suo caso, sono tragicamente sbagliate.

Mi auguro che si sarà accorto dell’errore che ha commesso, rinneghi tutto quanto ha affermato e per le responsabilità che ha si metta al servizio per migliorare la medicina generale, per aiutarci a fare meglio il proprio lavoro in una nuova trincea che nel futuro sarà ancora più dura della precedente.

E se non fosse ancora del tutto convinto, pensi ai tanti medici di medicina generale ammalati, a quelli morti, al personale sanitario, a tutti quei pazienti che se ci fosse stata una medicina generale più efficiente, avrebbero avuto più possibilità di salvarsi.