Lecco, 07 marzo 2020. “Nella nostra regione gli operatori sanitari sintomatici sono lasciati senza sorveglianza ed è un grave problema che, se non risolto tempestivamente, potrebbe comportare una seconda ondata di contagi in una zona, quella della Lombardia appunto, già martoriata da mesi”. E’ questa la denuncia di Anaao Lombardia che, insieme a gran parte delle sigle della dirigenza del SSR, ha inviato una lettera di denuncia ai massimi vertici della sanità Lombarda affinché vengano rettificate le generiche disposizioni contenute nelle note sulla sorveglianza del 29 marzo e del 4 aprile.

Stefano Magnone, Segretario Regionale Anaao Lombardia

“Le scriventi Organizzazioni Sindacali della Dirigenza Medica, Sanitaria, Veterinaria, Professionale, Tecnica e Amministrativa del SSR Lombardo denunciano la mancata e corretta applicazione delle indicazioni OMS, ECDC e del Ministero della Salute in tema di sorveglianza attiva degli operatori sanitari – si legge nella lettera.
Si fa riferimento anche alle note di Regione Lombardia del 29 marzo e del 4 aprile us.

In particolare:
1) la Nota del Ministero della Salute del 25 marzo us. recita: ” è corretto che il personale sanitario esposto venga sottoposto a indagini (tampone rino-faringeo) mirate a valutare l’eventuale positività per SARS-CoV-2. Questa misura, oltre a costituire una tutela per il personale sanitario è rilevante anche per i soggetti che vengono a contatto con il personale medesimo”;

2) Nelle linee guida OMS e ECDC si evidenzia la necessità, per limitare il contagio intranosocomiale e favorire in modo mirato l’isolamento domiciliare, di testare con priorità il personale sanitario ad alto rischio (sintomatico in presenza o meno di contatto con paziente o altro operatore COVID-19 positivo);

3) I sintomi considerati sono, per le stesse linee guida, anche quelli lievi quali tosse secca, ageusia o anosmia, anche se in assenza di febbre > 37.5;

4) Il Presidente Fontana ha dichiarato che il tampone verrà fatto ai Sanitari in presenza anche di un solo sintomo;

5) Ribadiamo pertanto con forza che il tampone va fatto almeno a tutti gli operatori sintomatici a prescindere dal momento e dal luogo in cui insorgono i sintomi. Per ogni operatore positivo andrà obbligatoriamente aperta una pratica per infortunio sul lavoro, secondo quanto previsto dalle note INAIL nel tempo intervenute. Si fa in particolare riferimento alla nota del 3 Aprile in cui si specifica ancora una volta che è preliminarmente necessaria, ai fini dell’apertura della pratica di infortunio, la certificazione dell’avvenuto contagio;

6) Ogni operatore potrà rientrare solo con due tamponi negativi.

In conclusione, si chiede con forza l’esecuzione del tampone a tutti gli operatori sintomatici, al lavoro o al domicilio, a prescindere dal momento e dal luogo di insorgenza dei sintomi stessi e relativa rettifica delle generiche disposizioni contenute nelle note sulla sorveglianza sanitaria del 29/03/2020 e del 4 aprile us. La richiesta vale per gli operatori a qualsiasi titolo presenti in struttura, sanitari e non, a contatto con l’utenza. Confidando nella piena adesione entro mercoledì p.v. alle norme e alle circolari e consapevoli dell’atteggiamento altamente responsabile e collaborativo sin qui tenuto, ci riserviamo eventuali azioni a tutela dei nostri colleghi.