Lecco, 3 aprile 2020. Nella propria newsletter settimanale il sindaco di Lecco Virginio Brivio ha analizzato questo momento difficile per cittadini e amministratori.

“La mia attività in queste settimane è stata ovviamente caratterizzata da una sorta di aggiornamento, minuto per minuto, dell’andamento del contagio da nuovo coronavirus, e in particolare della sua incidenza nella nostra città. Ho imparato due cose soprattutto: la prima è che i politici e gli amministratori non devono indossare il camice, la seconda è “viceversa”.

Nessun riferimento preciso e tantomeno polemico, ma solo la constatazione che se ciascuno interpreta il proprio ruolo, la macchina complessiva funziona; e se questo metodo riusciamo a proiettarlo al dopo, si può anche pensare a una ripresa con nuove regole.

Il dolore ha toccato più o meno da vicino ciascuno di noi e vi posso assicurare che conciliare la necessaria lucidità con le emozioni non è stato sempre facile. Sono scomparse tante persone, volti cari, volti conosciuti. E proprio come sindaco ho toccato con mano cosa significa “governare” una comunità di persone e non di numeri.”

I DATI E LE REGOLE

Il sindaco Brivio ha anche avuto modo di ricordare ai lecchesi l’importanza del rispetto delle regole.

Il prevosto monsignor Milani con il sindaco Brivio nella preghiera di affidamento al Santo Patrono di martedì 24 marzo scorso

“Non c’è un modello lecchese per contrastare la pandemia, se non quello di attenersi alle regole generali alla lettera e declinarle sul nostro tessuto sociale. Questa premessa torna utile perché sento il dovere di richiamare i lecchesi a mantenere il rigoroso comportamento di questi giorni, a non lasciarsi prendere la mano e meno ancora cercare a tutti costi quella “boccata d’aria” che pur sentiamo necessaria. Vanno in questo senso la proroga necessaria di tutte le disposizioni vigenti riguardanti i limiti ai nostri comportamenti a tutto il 13 aprile.

La settimana scorsa ho espresso il mio preoccupato richiamo per il fine settimana in particolare. I divieti sono stati francamente rispettati, ma ora nelle pieghe della circolare del ministero degli interni sui bambini a passeggio rischia di montare una polemica e un equivoco. Quattro passi intorno all’isolato con un adulto non stravolgono le regole di prima, bensì le lasciano intatte aprendo un minimo spiraglio compatibile con il quadro generale.

Tiro un sospiro di sollievo quando sento parlare di picco e di plateaux, ma non vedo l’ora che venga il giorno dopo e l’altro ancora per trovare la conferma. Gli esperti ci dicono che la conferma arriverà solo grazie a comportamenti virtuosi ed io conto sul senso di responsabilità dei lecchesi, che sanno bene come un loro gesto azzardato possa essere dannoso per sé e per gli altri, a tal punto da mandare in fumo anche quella crescita civile nella quale il coronavirus ci ha costretti a maturare”.